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Rapporto di coppia: come muta con l’arrivo di un figlio?

 

di Roberta Bernardi per Psicologiamo*

Quando arriva un bimbo in genere si rivolge la propria attenzione sul “come diventare genitori” e solo pochi si concentrano sulla figura della coppia che sta allargandosi per diventare una triade. Come cambia il legame con il partner dopo la nascita di un figlio?cosa succede alla coppia con questa trasformazione di equilibri? E’ indiscutibile che un figlio segna il passaggio da un rapporto basato sull’esclusività a un nuovo equilibrio più complesso, a una relazione di tipo familiare. Il bambino in arrivo si inserisce nella vita della coppia e questo provoca profondi cambiamenti, con un corredo di aspettative e paure, aspirazioni, fantasie e timori che lui e lei cominciano a sperimentare già durante la gravidanza, ciascuno partner con i suoi tempi e i suoi modi.

La donna di solito è la prima a rendersi conto del cambiamento proprio perché questo avviene dapprima nel suo corpo. La stanchezza, la debolezza e le nausee, disturbi tipici dei primi mesi di gravidanza, possono contribuire a generare un senso di smarrimento nella donna che talvolta si chiede se ce la farà a occuparsi del suo bimbo, a essere una brava mamma e al tempo stesso non perdere la propria identità personale, sociale e professionale. A queste si affiancano le paure per la salute del nascituro, il rischio di complicazioni e il parto.

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L’uomo invece generalmente impiega un pò più di tempo per rendersi conto dei cambiamenti in atto. In astratto sa a cosa va incontro ma non ne avverte appieno il significato concreto fino a quando non percepisce cambiamenti fisici evidenti della gravidanza nella partner. Il suo coinvolgimento, e quindi anche l’emergere di dubbi e preoccupazioni, progrediscono con l’avanzare dell’attesa e con gli ormai evidenti cambiamenti fisici del corpo della donna .

Anche lui si chiede se sarà capace di prendersi cura del suo bimbo e di essere un papà all’altezza della situazione. E’ preoccupato al pensiero di perdere i suoi spazi personali, la libertà di dedicarsi ai suoi interessi e agli amici, al tempo libero o sarà preoccupato che la sua carriera possa risentire dell’arrivo del bambino.

Inoltre quel che il futuro papà teme è che la sua compagna sia meno disponibile all’intimità a causa della gravidanza e in prospettiva futura, di perdere il rapporto esclusivo che prima aveva con lei.

Credo che sia davvero importante in questa fase di vita della coppia che la stessa abbia il coraggio di confrontarsi apertamente su ciò che sente: in ogni fase di questo percorso è salutare confrontarsi sui dubbi e sui cambiamenti che la coppia potrà avere subito dopo la nascita del bimbo.

Comunicare per mantenere salda l’unione della coppia, sia durante la gravidanza che nella fase di assestamento dopo la nascita del bimbo, è di vitale importanza. Ognuno di noi spesso è convinto di sapere cosa passa nella testa dell’altro e tendiamo a dare tutto per scontato, ma non sempre è cosi. Se lei e lui non parlano apertamente delle loro sensazioni e delle loro preoccupazioni rischiano di rimanere intrappolati in paure e convinzioni infondate.

Il diventare genitori può comportare una profonda crisi nella coppia: il passaggio da coppia a famiglia non è affatto indolore, anzi può dividere in modo irreversibile. La nascita del primo figlio costituisce infatti la più forte crisi “transizionale” che la coppia attraversi nell’arco della vita. Il diventare genitori trasforma in modo sostanziale la relazione coniugale.

Tre sono le grandi componenti della relazione di coppia: 1) la dimensione romantico-erotica, 2) quella di complicità amicale e 3) quella di solidarietà. Con la nascita del piccolo e il massiccio investimento di energia e di tempo che richiede, si riducono a picco la dimensione romantico-erotica e quella di complicità amicale, mentre sale e diventa prioritaria la solidarietà. Se esasperata quest’ultima dimensione uccide l’intimità e l’erotismo, finendo per colpire al cuore la stessa soddisfazione coniugale.

In genere sono le donne per prime ad allontanarsi dalla dimensione romantico-erotica e successivamente da quella della complicità amicale perché sono proiettate esclusivamente sul neonato e sulla sua cura. Occhio quindi: entrambi i partner cerchino di mantenere un giusto equilibrio di attenzioni verso gli altri due componenti del sistema familiare. Corteggiare la propria donna o il proprio uomo in questa fase della vita di coppia servirà a riaccendere il dialogo e la passione e a far sentire il proprio partner ancora centro vitale della nostra esistenza!

roberta bernardi

*Psicologiamo, la nuova rubrica di Roberta Bernardi per il Capoluogo.it

34 anni, Psicologa Clinica e Psicoterapeuta, Roberta è all’ottavo mese di gravidanza ed attende con trepidazione di conoscere Azzurra ed Aurora.

Attualmente impegnata in PhD presso l’Università degli Studi di L’Aquila, è specialista in psicopatologia infantile e adolescenziale con annesse problematiche familiari. BLOG: Roberta Bernardi