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All’Aquila solenne cerimonia di consegna dei gradi ai marescialli dell’85esimo corso “ALA II”

di Nando Giammarini

Anche la neve – caduta la notte precedente il 27 novembre 2015 sulle cime più alte dei monti circostanti la scuola  Ispettori e Sovrintendenti  della G.di F. di Coppito, il cui candore sembra volesse riflettere la gioia impressa nei volti dei giovani neo marescialli e dei loro genitori – ha voluto impreziosire la suggestiva cerimonia militare a conclusione dei primi due anni  del corso di formazione  con l’apposizione del distintivo di grado sull’uniforme di ciascun neo Ispettore da parte dei genitori. Tanta gente,circa 4000 persone, tra  genitori, fidanzati, parenti ed amici convenuti da ogni parte d’Italia hanno  preso parte alla cerimonia particolarmente   toccante, lo scorso venerdì 27 novembre a   partire dalle 10.45, tra scroscianti applausi ed un grado di emotività che si toccava con mano. Iniziata, con la puntualità di un orologio svizzero  alle 10.45,  al  suono del complesso ridotto della G.di F. con la partecipazione dei Comandanti alla guida delle loro Compagnie, lo schieramento del Battaglione formazione seguito dai Medaglieri e Labari delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, dal Medagliere dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia,  dai gonfaloni della Regione Abruzzo, della Provincia e del Comune dell’Aquila e dalla bandiera della scuola Ispettori e Sovrintendenti decorata di medaglia d’oro dal Presidente della Repubblica per il generoso aiuto alla città in occasione del disastroso terremoto del 6 aprile 2009.  Sono stati resi gli onori al  Generale di Corpo d’Armata  Giorgio Toschi, e dal comandante della scuola, Generale di Brigata Michele Carbone  che hanno passato in rassegna i reparti schierati. Nel suo tanto profondo quanto toccante discorso il Comandante della scuola  ha  avuto  parole d’apprezzamento,  ringraziamento e  gratitudine  per il Generale Ispettore degli istituti d’istruzione del Corpo la cui presenza ha  conferito  prestigio e solennità alla cerimonia. Ha inoltre  rivolto un saluto alle autorità intervenute ed ha avuto parole di stima e d’incitamento per i neo marescialli invitandoli, a fare sempre meglio, nel corso dei futuri studi,  formulando loro gli auguri per un brillante avvenire unitamente a quelli di buon Natale.  Ha formulato  un particolare benvenuto ai genitori degli allievi accorsi così numerosi per apporre i gradi ai loro figli che ora si apprestano a frequentare il terzo anno di studi finalizzato al perfezionamento di conoscenze tecnico-giuridiche in funzione della prossima destinazione di servizio operativo. A seguire la lettura della preghiera del Finanziere – ed  in un contesto altamente emotivo   alla benedizione  dei gradi e delle sciabole, che non sono un  simbolo di offesa  ma di crescita volto al bene comune –  eseguita dal cappellano militare Don Claudio Recchiuti.  Suggestiva, toccante e commovente l’apposizione dei gradi ai capi corso dei contingenti terra e mare da parte dei Generali Toschi e Carbone e dai genitori a tutti gli altri allievi. Successivamente, in un’ottica di gemellaggio ideale, c’è stata la materiale consegna delle sciabole tra una rappresentanza dei marescialli del 35esimo corso “Ala”, allievi nel biennio 1978/80, ed i frequentatori dell’ 85esimo corso “Ala II”.   L’ intervento del   Generale Ispettore per gli istituti d’istruzione Giorgio Toschi,uomo di spiccate virtù militari ed umane, partendo dal saluto ai Caduti del Corpo ha descritto con passione  la grande complessità del ruolo degli ispettori sottolineando la necessità di consolidare quanto appreso nei due anni di formazione con particolare riguardo all’aspetto morale e professionale che  permette di contribuire, in modo nobile,alla tutela della legalità economico finanziara quotidianamente minacciata dalla criminalità organizzata con i suoi potenti mezzi. Il tradizionale “ip-ip-urrà” con il suggestivo lancio dei cappelli in aria ha concluso la bella cerimonia. Chiara e nitida la voce della bravissima speaker che ha pilotato con i suoi annunci la cerimonia. Ultima nota degna di appunto:  all’uscita dalla scuola, tra lo stupore di tutti, erano schierati un gruppo di sei ragazze e ragazzi con lo strumento caro alle nostre genti di montagna, l’organetto, intenti a fare gradita sorpresa ad una loro amica allieva maresciallo.  Al suo arrivo hanno iniziato a suonare e lei, commossa, a ringraziare.