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Deceduta a Detroit a 103 anni l’aquilana Iolanda Petrocco

di Goffredo Palmerini

Dopo un breve ricovero in ospedale, è deceduta a Detroit (Usa) alla veneranda età di quasi 103 anni Iolanda Petrocco. Era nata a Paganica il 30 marzo 1913. Da una quarantina d’anni era andata a vivere con l’unica figlia Elena a Clinton Township, tranquillo centro residenziale nell’hinterland della metropoli americana. Iolanda era “emigrata” da Paganica nel 1980, qualche anno dopo la morte del marito. Il funerale a Detroit. Una Messa in suffragio della defunta sarà celebrata a Paganica nella Chiesa degli Angeli Custodi domenica 29 novembre, alle 17 e 30. La famiglia sta ricevendo l’affettuoso abbraccio di condoglianze dalla numerosa comunità abruzzese di Detroit. Quando le ceneri della signora Iolanda rientreranno a Paganica, come da sua espressa volontà, ci sarà anche l’abbraccio di parenti e amici del paese natale.

Tenace e determinata, Iolanda tornava ogni anno a Paganica, in estate, con i familiari e talvolta da sola, per rivedere amici e parenti e per organizzare, con piglio manageriale, le manutenzioni alle due case di proprietà, curarne il miglior uso, controllare l’affidamento dei terreni agli affittuari. Ritorni che, anche in età molto avanzata, le hanno fatto affrontare numerosi viaggi aerei, fino all’estate precedente il 6 aprile 2009. Il terremoto, tuttavia, è stato per lei il discrimine che ha interrotto l’abituale “vacanza di lavoro” nella terra natale. Nella sua lunga vita, Iolanda ha avuto la fortuna d’avere tre nipoti – Giampaolo, Angelo e Jole, tutti sposati –  e ben cinque pronipoti: Angelo, Alessandra, Marco, Ottavio, Savien e Ilaria, che di lei conserveranno felice memoria.

Donna volitiva generosa e sensibile, con il suo carattere forte, Iolanda non aveva avuto difficoltà ad ambientarsi in terra straniera, a dispetto dell’età, elaborando un suo idioma “italiese” grazie al quale si è sempre tratta da ogni difficoltà. Figlia d’un fornaio, Iolanda aveva sposato Paolo Vincenti, agricoltore paganichese con il quale ha vissuto una vita nella coltivazione dei campi, fino a metà degli anni Settanta. Una sola figlia dal loro matrimonio, Elena, andata in moglie a Vittorino Taranta, figlio di emigrati abruzzesi a Detroit – madre di Paganica e padre di S. Vittorino Amiterno – già ufficiale pilota dell’Air Force, poi la laurea alla Wayne State University e l’impiego nell’amministrazione giudiziaria americana.

Dopo le nozze, nel 1966, l’emigrazione di Elena Vincenti negli States. Lì il riconoscimento dei suoi studi universitari e la laurea in Letteratura italiana e spagnola. Ha quindi insegnato fino a qualche anno fa in un liceo di Gross Point, quartiere esclusivo della metropoli americana, guidando ogni anno in Italia gruppi di studenti per corsi estivi di lingua italiana e visite alle principali città d’arte, e naturalmente L’Aquila con le sue straordinarie bellezze.