IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio

In Abruzzo oltre 3 mila incidenti in un anno. 77 vittime della strada

Nel 2014 si sono verificati in Abruzzo 3.429 incidenti stradali, che hanno causato la morte di 77 persone e il ferimento di altre 5.195. Rispetto all’anno precedente si registra una diminuzione degli incidenti (-4,8%) e dei feriti (-4,9%) più marcata di quella dell’intero Paese (rispettivamente -2,5% e -2,7%). Il numero delle vittime della strada, invece, aumenta del 10% a fronte di un calo in Italia dello 0,6%. Il quadro emerge da uno studio effettuato dall’Istat.

Il Terzo e il Quarto Programma d’azione europeo per la sicurezza stradale, rispettivamente per i due decenni 2001-2010 e 2011-2020, impegnano i Paesi membri a conseguire il dimezzamento dei morti per incidenti stradali con una particolare attenzione, nel decennio in corso, agli utenti vulnerabili. La regione Abruzzo si posiziona tra quelle con performance migliore della media: nel 2014 i decessi si sono ridotti del 54,2% rispetto all’anno 2001 (Italia -52,4%). Nel primo periodo di attuazione del Quarto programma (2010-2014) in Abruzzo le vittime della strada si riducono del 2,5% (-17,8% in Italia).

L’indice di mortalità passa fra il 2010 e il 2014 da 1,9 a 3 per la provincia di Chieti, che evidenzia le maggiori difficoltà nel perseguire l’obiettivo. La provincia di Teramo è l’unica in cui si registra una riduzione dell’indice, che passa da 1,8 a 1,7.

In Abruzzo l’incidenza di utenti vulnerabili classificati secondo l’età (bambini, giovani e anziani), deceduti per incidenti stradali (39%), è inferiore alla media nazionale (46,1%), con differenziazioni non trascurabili fra i tre gruppi considerati. Il peso relativo degli utenti vulnerabili per l’età sul totale dei feriti è, invece, superiore rispetto all’Italia: complessivamente nel 2014 nella regione sono rimaste ferite 1.876 persone tra bambini, giovani e anziani, pari al 36,1% del totale dei feriti (Italia: 35,3%).

Nel suo insieme il numero di morti e feriti degli utenti vulnerabili per l’età è in diminuzione rispetto al 2010 (-19,4%).

Relativamente agli utenti vulnerabili per ruolo (conducenti/passeggeri di veicoli a due ruote e pedoni) che hanno perso la vita, il peso relativo sul totale dei deceduti misurato nella regione (36,4%) risulta inferiore di circa 13 punti al dato medio nazionale (49,3%).

Nel 2014 il maggior numero di incidenti (2.335, il 68,1% del totale della regione) si è verificato sulle strade urbane, provocando 28 morti (36,4% del totale) e 3.372 feriti (64,9%). Gli incidenti più gravi continuano ad avvenire sulle strade extraurbane: 4,7 decessi ogni 100 incidenti sulle strade statali, provinciali, regionali e comunali extraurbane contro 3,9 decessi in autostrada e 1,2 decessi sulle strade urbane. Rispetto all’anno precedente i sinistri diminuiscono del 5,9% in ambito urbano e del 4% sulle altre strade extraurbane mentre aumentano del 3,2% sulle autostrade.

La quota più elevata di incidenti avviene lungo un rettilineo sia sulle strade urbane (40% del totale) sia su quelle extraurbane (45%). In ambito urbano gli incidenti che avvengono nei pressi di una intersezione rappresentano il 23,7% del totale, seguono quelli che si verificano in corrispondenza degli incroci (22%) e in curva (6,9%). Sulle strade extraurbane il 28,7% degli incidenti si verifica in curva, l’11,7% in corrispondenza di una intersezione.

La più elevata concentrazione degli incidenti si è avuta nel periodo primaverile ed estivo, in coincidenza con la maggiore mobilità legata ai periodi di vacanza. Tra maggio e settembre si contano 1.623 incidenti (il 47,3% degli incidenti dell’anno) in cui hanno subito lesioni 2.401 persone (46,2%) e 45 sono decedute (58,4%, Figura 5).

Quasi il 75% degli incidenti ha luogo tra le 8 e le 20, ma l’indice di mortalità raggiunge i valori più elevati nella fascia oraria tra le 5 e le 7 del mattino (10,7 morti ogni 100 incidenti) con valori di molto superiori alla media giornaliera (2,2).

Il venerdì e il sabato notte si concentra quasi il 44% degli incidenti notturni, il 55% delle vittime e il 45,6% dei feriti nelle ore notturne.

L’indice di mortalità degli incidenti notturni è in media pari a 4,4 decessi ogni 100 incidenti, contro 2,2 registrato in totale. Il valore massimo dell’indice di mortalità è raggiunto il venerdì notte, con 5,8 decessi ogni 100 incidenti (13,3 per le sole strade extraurbane).

In Abruzzo il 43,1% degli incidenti stradali è concentrato nei Poli urbani (Poli e Poli intercomunali); considerando anche le Aree di Cintura, si arriva al 75,3% del totale. Nei comuni delle Aree interne gli incidenti rappresentano invece il 24,7% del totale regionale. Sia nel Polo che nel Polo intercomunale si registra una diminuzione degli incidenti (rispettivamente, -9,1% e -8%).

La maggior parte degli incidenti stradali avviene tra due o più veicoli (74,5%).

La tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale (1.318 casi, 16 vittime e 2.079 feriti), seguita dal tamponamento (596 casi, 9 decessi e 1.042 persone ferite). La tipologia più pericolosa è la fuoriuscita o sbandamento del veicolo (6 decessi ogni 100 incidenti), segue lo scontro frontale (5,8).

Gli incidenti a veicoli isolati sono i più rischiosi, con una media di 3,8 morti ogni 100 incidenti, contro 1,7 morti degli incidenti tra veicoli.

Nell’ambito dei comportamenti errati di guida, il mancato rispetto delle regole di precedenza o del semaforo, la velocità troppo elevata e la guida distratta sono le prime tre cause di incidente (escludendo il gruppo residuale delle cause di natura imprecisata). I tre gruppi costituiscono complessivamente il 49,2% dei casi. Sulle strade extraurbane la guida distratta incide per il 19,8%, la velocità troppo elevata per il 19,4% e il mancato rispetto della distanza di sicurezza per il 10,6%.

Il tasso di mortalità standardizzato è più alto fra i giovani 15-29enni (8,2 per centomila abitanti) e le persone di 30-44 anni (6,5 per centomila).

Il 75,3% delle vittime e il 67,9% dei feriti in incidenti stradali è costituito dai conducenti dei veicoli coinvolti; le persone trasportate rappresentano il 18,2% dei morti e il 25,6% dei feriti; i pedoni sono il 6,5% dei deceduti e il 6,4% dei feriti. Il 40% dei pedoni rimasti vittime di incidente stradale appartiene alla fascia di età 30-44 anni e il 30,4% dei feriti è costituito da over65. Il tasso di lesività standardizzato è pari a 720,5 per la classe di età 15-29 anni e a 500,1 per la classe 30-44 anni.