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Attesa sentenza Grandi Rischi, flash mob in Cassazione foto

E’ iniziata davanti alla Quarta sezione penale della Cassazione, presieduta da Fausto Izzo, l’udienza del processo alla commissione Grandi Rischi.

La Cassazione dovrà stabilire se confermare o meno le sei assoluzioni e l’unica condanna emessa al termine del processo d’appello a L’Aquila il 10 novembre dello scorso anno.

In particolare il collegio dovrà valutare i ricorsi presentati dalla procura generale dell’Aquila contro l’assoluzione dalle accuse di omicidio e lesioni colpose plurime di Giulio Selvaggi, Franco Barberi, Enzo Boschi, Mauro Dolce, Claudio Eva e Michele Salvi e il ricorso dell’ex vice capo della protezione civile Bernardo De Bernardinis, condannato a due anni con la sospensione e la non menzione.

In primo grado, il 22 ottobre 2012, erano stati tutti condannati a 6 anni.

LE RICHIESTE DEL PG – L’accusa è rappresentata dal Sostituto procuratore generale Maria Giuseppina Fogaroni che ha chiesto la conferma della sentenza di assoluzione per gli esperti della Commissione Grandi Rischi e della condanna a due anni dell’ex vice capo della Protezione Civile Bernardo De Bernardinis stabilite dalla Corte d’Appello dell’Aquila un anno fa.

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FLASH MOB E STRISCIONI – In concomitanza con l’udienza un gruppo di ragazzi ultras dell’Aquila manifesta davanti al Palazzaccio con uno striscione. Sul pavé della piazza magliette bianche, una per ciascuna delle 29 giovani vittime al centro del processo. Presente anche il comitato 3.32.

Un lungo striscione firmato Red Blue Eagles è stato esposto nei giardini di piazza Cavour, proprio davanti all’entrata della Corte, con su scritto ‘Contro chi ha rassicurato invece di allarmare, contro un sistema malato che protegge se stesso chiediamo giustizia‘. Alcuni familiari delle vittime del sisma che il 6 aprile 2009 provocò 309 morti hanno organizzato un flash mob per «chiedere giustizia». Al flash mob partecipa un gruppo di persone che indossano magliette bianche con la scritta ‘Rassicurato’.

«Ho riportato io mia figlia all’Aquila da Pisa il primo aprile, dopo quella riunione. Mi ha detto che avrebbe portato avanti dei lavori in laboratorio e che sarebbe tornata a Pasqua», racconta Maria Grazia Piccinini, madre di Ilaria Rambaldi, una delle vittime del sisma. La signora Piccinini ha in mano una rosa bianca e spiega: «Il nostro stato d’animo è difficile da descrivere, abbiamo già avuto un grande dispiacere con la sentenza d’appello. La Cassazione è il punto più alto della giurisdizione e dunque ci aspettiamo più equilibrio, ed una sentenza equilibrata non può che essere a nostro favore. Bisogna ricordare – aggiunge – che vi sono stati 309 martiri, tra cui 55 ragazzi universitari, quella che sarebbe stata la futura classe dirigente di quel territorio».

Il verdetto della Cassazione è atteso tra stasera e domani: l’aula, infatti, è stata resa disponibile per questo processo in queste due date. Tutto dipenderà dal tempo che i numerosi avvocati impiegheranno per svolgere le loro arringhe.

Foto Fb 3.32