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Nuovo Anno Accademico, la Rettrice accoglie Mattarella fotogallery

di Claudia Giannone

L’Aquila accoglie il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: dopo la sua presenza dinanzi alla Casa dello Studente la città apre le porte dell’Università, per l’inaugurazione del nuovo Anno Accademico. Un importante evento per l’Ateneo aquilano, che vede adesso l’Università stessa come parte integrante di una città che si deve ricostruire. Ma prima della ricostruzione, come ha specificato nel proprio discorso la rettrice Paola Inverardi, si deve parlare di costruzione, attraverso la proposta di identità e modelli diversi. Perché un Ateneo, in primo luogo, deve rappresentare un laboratorio di creatività per lo sviluppo locale.

Dunque, differenze sostanziali evidenziate dalla rettrice: cosa è stata l’Università degli Studi dell’Aquila, cos’è al momento e cosa sarà in futuro. «Prima del terremoto – ha affermato la Inverardi – la nostra era un’università media, dislocata su tre poli, che vedeva una forte presenza nel centro storico. Successivamente, con la fase di emergenza, abbiamo dovuto cambiare la nostra condizione».

L’accordo di programma, terminato nel 2014, ha poi reintrodotto le tasse per gli studenti: questo uno dei punti che la Inverardi ha esposto al Presidente della Repubblica, per quanto riguarda l’anno appena trascorso. E ancora la visita sperimentale di accreditamento ANVUR ed il Focus Group per Test Nazionali TECO. Un anno che ha visto sicuramente un abbassamento del numero degli immatricolati, ma secondo le parole della rettrice un aumento di studenti motivati.

La didattica, da quest’anno, è tornata su tre poli, effettivamente fuori dai capannoni, mentre l’Ateneo ha provveduto a mettere a disposizione degli studenti esperienze di lavoro ed iniziative culturali, sociali e  divulgative/identitarie, ad esempio con Sharper, la Notte dei Ricercatori.

E come diventerà, dunque, l’Università degli Studi dell’Aquila? Il desiderio è quello di rafforzare l’idea di un’istituzione di buona qualità e di un agente attivo di promozione e sviluppo del territorio di riferimento. «In particolare – ha aggiunto la rettrice – quando si parla di un territorio in difficoltà, in crisi o in emergenza diventa, come ha detto l’OCSE per L’Aquila, il ‘key comparative advantage’».

In conclusione, l’auspicio per il futuro: «Con modestia ed umiltà, vorremmo essere una parte di un Paese che funziona: vogliamo svolgere il nostro lavoro con competenza, vogliamo offrire molto a coloro che scelgono il loro percorso e fare in modo che i giovani vadano all’Università».

Assente il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, impegnata a Shangai. Alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico sono intervenuti, oltre alla rettrice Paola Inverardi, il presidente del consiglio nazionale degli studenti Andrea Fiorini (peraltro laureando proprio in questo ateneo), il rappresentante del personale Domenico Ciotti e cinque giovani ricercatori, che, con tre minuti ciascuno, hanno raccontato al Presidente in cosa consiste il lavoro che svolgono quotidianamente. Hanno fatto da intermezzo ai loro interventi alcune brevi performance del gruppo musicale “Gli Archi del Cherubino”.

I presenti hanno poi osservato un minuto di silenzio per commemorare le vittime della strage di Parigi.

Sergio Mattarella in prima fila, insieme ai rappresentanti delle istituzioni locali. Il programma non prevedeva un suo intervento pubblico durante la cerimonia, ma il Presidente ha comunque scelto di prendere la parola.

«Oggi non era previsto il mio intervento – ha detto – in queste occasioni, i protagonisti sono ben altri. Vi è una ragione specifica per cui sento di dovermi affiancare ai veri protagonisti: questa ragione riguarda L’Aquila. Questa città è fortemente contrassegnata dal suo carattere di città universitaria e non ha interrotto la sua attività neppure nelle settimane successive al terremoto. È stata la testimonianza della volontà degli aquilani di non rassegnarsi alla distruzione». «Rappresenta quindi – ha aggiunto – un elemento decisivo per la ripresa e il rilancio di questa città. Sappiamo tutti che occorre molto, che non basta la ricostruzione indispensabile degli edifici e delle strutture, ma occorre che sia accompagnata dalla ricostruzione del tessuto economico e sociale della città».

Poi un commento generale sulla situazione che l’Europa sta vivendo, sempre in relazione al tema dell’Università aquilana. «Questi – ha sottolineato – sono giorni di allarme per l’Europa, ma anche giorni di volontà di reazione. E noi reagiremo con determinazione. Sono giorni di apprensione, ma anche di reazione e tra gli strumenti c’è quello della cultura. Anche per questo, in questi giorni, è importante l’inaugurazione di un Anno Accademico».

Infine, ancora in riferimento ai giovani che hanno preceduto il suo intervento, la gratitudine di Mattarella è rivolta proprio a coloro che portano avanti la ricerca e la cultura stessa. «Io – ha concluso – ringrazio molto i giovani maestri che hanno parlato prima di me, perché hanno rappresentato l’esigenza costante di un avanzamento nella cultura, elemento di forza della civiltà. Questo per me è un elemento ulteriore che rende importante questa visita nell’Ateneo aquilano. C’è un ruolo decisivo che questa università svolge, un messaggio importante contro i messaggi di morte».

Occhi puntati su L’Aquila, oggi, per questa visita istituzionale che toccherà anche Onna e il Palazzo di Giustizia. Sessanta le testate giornalistiche presenti in città. Ipotizzabile anche una breve visita di Mattarella in centro storico, dopo il pranzo in Prefettura.

Fotografie: Giovanni Baiocchetti

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