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Incubo terrore a Parigi, in città anche aquilani

Ore di angoscia per alcuni aquilani che si trovavano a Parigi ieri sera durante gli attacchi terroristici.

L’attesa della buona notizia che fossero a casa sani e salvi è stata condivisa su Facebook, dove in molti si sono stretti intorno ai genitori. Il social network ha infatti attivato un servizio per permettere ai cittadini di “localizzare” gli amici e conoscere le proprie condizioni di salute. Si tratta della pagina ‘Paris Terror Attacks – Safety check‘, dove le persone che si trovano nelle zone interessate dagli attentati possono dire agli amici sul social network di stare bene.

Anche la senatrice Stefania Pezzopane ha partecipato all’attesa sfibrante che un giovane aquilano, in particolare, facesse ritorno a casa dal locale in cui si trovava durante i tremendi attacchi che hanno devastato la Francia e ferito l’Europa intera la scorsa notte.

In relazione ai terribili attentati  della scorsa notte a Parigi, la Farnesina invita i connazionali «ad attenersi alle indicazioni delle autorità locali e a evitare ogni spostamento. In caso di emergenza contattare il Consolato Generale ai seguenti numeri: 33 (0)1 4430 4701, 33 (0)1 4430 4702, 33 (0)1 4430 4706 ed al Cellulare 0607227256».

Intanto, fortunatamente, si ha notizia dei primi aquilani a Parigi già rientrati in Italia. Tra questi anche un noto fotografo aquilano e sua figlia.

«Dinanzi alle immagini e alle notizie che arrivano dalla Francia è facile cadere nella tentazione di reagire emotivamente. Invece dobbiamo fare appello a tutta la nostra razionalità per capire cosa è successo e soprattutto perché», ha commentato il governatore della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso. «L’Islam è una religione  – ha aggiunto – e come tale va rispettata, mentre chi uccide e semina terrore non merita rispetto ma solo il giusto castigo. Prego per tutte le vittime degli attentati di Parigi, prego affinché non si debbano piangere altri morti per assurde guerre di religione, prego per una pace che sia anche figlia dell’integrazione».

«La comunità abruzzese e l’Assemblea regionale si stringono attorno al popolo francese  e alle vittime tante, troppe, di una violenza impietosa e disumana», ha aggiunto il presidente del Consiglio regionale abruzzese Giuseppe Di Pangrazio. «Una società europea migliore e più giusta – ha sottolineato – non può costruirsi con la violenza e con le barbarie che tutti insieme  dobbiamo  contribuire a sconfiggere. Ecco perché c’è la ferma convinzione che la strada del dialogo e della ragione, del rispetto dei valori della legalità e della giustizia sono quelli attorno ai quali dobbiamo rafforzare la nostra cultura di libertà. In questo senso l’Abruzzo è pronto a collaborare con tutte le iniziative che il Parlamento e il Governo intenderanno attuare. Già da oggi ho sollecitato il Presidente della Conferenza dei Consigli regionali, Franco Iacop, a convocare una riunione urgente per avviare una riflessione comune su quanto accaduto la scorsa notte».

IL BILANCIO DELL’ORRORE – E’ di 128 morti e circa 300 feriti il bilancio della serata di sangue che, a meno di un anno dalla strage nella redazione di Charlie Hebdo, ha fatto ripiombare Parigi nell’incubo terrorismo. Sei gli obiettivi presi di mira: ristoranti, il teatro Bataclan e lo Stade de France. Proprio nella sala da concerti si è registrato il bilancio più grave con quasi cento vittime.

Secondo quanto riportato dal sito web del quotidiano Le Figaro, i feriti gravi nell’ondata di terrore sono 83.Otto attentatori sono rimasti uccisi negli attacchi: quattro al Bataclan, tre allo Stade de France – dove almeno uno era un kamikaze che si è fatto saltare in aria – e l’ottavo in una strada nella parte orientale della capitale francese.

Da subito, benché mancasse un’inequivocabile rivendicazione di Isis – come è avvenuto sempre finora in tutti gli attacchi opera dello Stato Islamico – sulla rete sono emerse le celebrazioni. Un autentico tsunami, tale da aver convinto i simpatizzanti di Isis che dietro l’azione ci sia comunque il Califfato e non altre organizzazioni, come al Qaeda. Lo sottolinea anche l’organizzazione Site, specializzata nel monitoraggio dell’attivita dei jiahdisti nella rete. Site che ricorda anche una minaccia pubblicata il 12 marzo scorso dal portavoce di Isis, Abu Muhammad al-Adnani in cui sosteneva che il Califfato avrebbe ‘raggiunto’ (colpito) «Parigi prima di Roma». Parole cui sembra fare eco la dichiarazione già diffusa dalla rete di simpatizzanti di Isis su Twitter in cui si sostiene che dopo Parigi «il prossimo attacco sarà a Londra, Washington e Roma». L’hashtag in arabo usato è traducibile in “Parigi brucia”.

Successivamente l’Isis ha rivendicato ufficialmente, con un comunicato e un audio, gli attacchi di Parigi. «Sono solo l’inizio della tempesta»,  si legge nel comunicato, la Francia, e chi la sostiene, «rimarrà tra gli obiettivi principali» dell’Isis e «continuerà a sentire l’odore della morte per aver preso la guida della crociata, aver insultato il Profeta e essersi vantata di combattere l’Islam» nel Paese. Parigi «è la capitale dell’abominio e della perversione».

INNALZATI LIVELLI DI SICUREZZA IN ITALIA – Allerta su tutto il territorio nazionale, con particolare attenzione su Roma e Milano, misure di sicurezza innalzate ai massimi livelli, contatti costanti con le autorità francesi e i servizi d’intelligence alleati per condividere le informazioni sull’attacco: gli attentati di Parigi hanno fatto scattare immediatamente anche in Italia i piani di sicurezza previsti in caso di allarme rosso.

«L’antiterrorismo – ha detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano – è in costante contatto con i colleghi francesi per seguire con estrema attenzione ciò che accade in Francia, anche allo scopo di disporre ulteriori interventi preventivi». Il presidente del Consiglio Matteo Renzi sta seguendo la situazione a palazzo Chigi. «L’Italia – dice il premier – piange le vittime di Parigi e si unisce al dolore dei fratelli francesi. L’Europa colpita al cuore saprà reagire alla barbarie». Sullo stesso tenore le parole del Capo dello stato Sergio Mattarella: «L’orrore che sta sconvolgendo la capitale francese e tutto il paese lascia esterrefatti e sgomenti».

Questa mattina, al Viminale, Alfano ha convocato il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal premier Renzi: la riunione, alla quale hanno partecipato i vertici delle forze di polizia e dei servizi di sicurezza, è servita a fare una prima analisi di quanto accaduto a Parigi e a predisporre le misure necessarie per cercare di ridurre al minimo i rischi per il nostro paese.

Il ministro dell’Interno Angelino Alfano nella conferenza stampa al termine della riunione al Viminale ha reso noto che il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza ha deciso di elevare a livello 2 l’allerta in Italia, il che rende possibile l’impiego dei corpi speciali delle forze armate. E’ il massimo livello di allerta utilizzabile, visto che il livello 1 coincide con l’attacco in corso.  Con l’allerta a livello 2 diventa possibile anche impiegare l’esercito per servizi di ordine pubblico normalmente svolti in esclusiva dalle forze dell’ordine. Il ministro Alfano ha sottolineato che «la nostra prevenzione è stata fin qui premiata», ma ha anche avvertito che «la prevenzione non elimina del tutto i rischi». Sono subito disponibili 700 soldati da schierare nelle strade di Roma e sono stati già intensificati i controlli in stazioni, porti e aeroporti.

Mattinata di lavoro anche per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha avuto una serie di contatti con il premier Matteo Renzi e il ministro degli Interni Angelino Alfano. Il capo dello Stato segue con attenzione la situazione dopo la strage di Parigi, sia all’estero che in Italia.

Lunedì è atteso a L’Aquila per l’apertura dell’anno universitario e l’inaugurazione del tribunale in seguito ai lavori di ricostruzione post sisma.

Foto Ansa

 


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