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L’Aquila, Mancini è sereno e spiegherà tutto

L’Aquila – “Sereno e pronto a spiegare ogni aspetto della vicenda giudiziaria che lo coinvolge”. Questo, secondo gli avvocati Luca Marafioti e Tiberio Gulluni, l’atteggiamento dell’imprenditore Massimo Mancini, vice presidente dell’Aquila Calcio, arrestato oggi ai domiciliari assieme all’ex vice sindaco del capoluogo, Roberto Riga, con l’accusa di corruzione. Mancini, assicurano i legali, spiegherà “sia la piena regolarità dell’iter amministrativo seguito nell’affidamento dei lavori di ristrutturazione degli immobili di proprietà dei Salesiani, sia l’assoluta insussistenza di ogni ipotesi corruttiva in favore del vicesindaco Riga”. “A differenza di quanto ipotizzato dalle accuse – proseguono – la locazione dell’immobile era, infatti, non solo effettiva ma, altresì, pienamente in linea con il reale valore e con i prezzi di mercato, includendo arredi, luce, acqua, riscaldamento e condominio. Pertanto l’indagato ha intenzione di spiegare ogni cosa all’autorità procedente, così da allontanare ogni sospetto sul proprio comportamento, da considerare invece alla luce del sole”. Non appena ha saputo di essere ricercato dagli inquirenti, raccontano sempre i legali, Mancini “ha lasciato Genova, dove si trovava per lavoro, per raggiungere L’Aquila, accompagnato dai difensori, e mettersi senza indugio a disposizione dell’autorità giudiziaria, presentandosi alla Guardia di Finanza che ne ha curato l’arresto”.

La società L’AQUILA CALCIO 1927 esprime solidarietà al vice presidente Massimo Mancini per quanto accaduto. Siamo sicuri che potrà dimostrare ampiamente la piena estraneità ai fatti pur avendo fiducia nella magistratura”. E’ quanto si legge in una breve nota della società in riferimento agli accadimenti giudiziari odierni che hanno visto coinvolto lo stesso Mancini, costruttore aquilano, finito agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione nell’ambito di una nuova inchiesta sugli appalti del post sisma.