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Carabinieri: Donnarumma saluta L’Aquila, nuovo incarico a Roma

di Nando Giammarini*

Il colonnello Giuseppe Donnarumma, comandante provinciale dei Carabinieri dell’Aquila – 53 anni, in Abruzzo dal luglio del 2014, proveniente dal comando provinciale di Pesaro-Urbino – lascia il capoluogo di Regione abruzzese per assumere un nuovo, prestigioso, incarico al reparto operativo del comando provinciale di Roma, sede di piazza San Lorenzo in Lucina.

Nell’Arma dal 1986, Donnarumma, laureato in ingegneria meccanica all’università di Udine e in giurisprudenza all’università di Roma, è figlio di un sottufficiale dell’Arma. Ha un curriculum, un bagaglio di esperienza militare, operativa e di comando di grande peso e di tutto rispetto. E’ Cavaliere della Repubblica ed insignito di una medaglia di bronzo al Valor Civile per un importante operazione, consistente nella liberazione di alcuni ostaggi nell’ufficio postale di Pula in Sardegna. Ha svolto servizio, per oltre un decennio, in qualità di comandante, in compagnie ad alto profilo operativo nelle provincie di Milano e Varese, ove portò a conclusione brillanti operazioni. Ha prestato servizio nei Balcani, occupandosi delle attività di individuazione e cattura dei responsabili di eccidi serbi nell’enclave di Sebrenica. È stato comandante, dal 2003, del nucleo investigativo provinciale di Cagliari, ha operato per 5 anni alle strette dipendenze della procura distrettuale antimafia, occupandosi di importanti indagini per quel che concerne il narcotraffico e i traffici di armi. Grande comunicatore, pur nel silenzio della riservatezza che distingue ed eleva gli uomini dell’Arma, ha sempre avuto notevoli capacità operative e gestionali; garante di quella sinergia necessaria ad una proficua e serena collaborazione tra cittadini e istituzioni con particolare riferimento alla stampa. Baluardo e presidio d’informazione, legalità e sicurezza dei territori.

I Carabinieri, simbolo autentico di quell’Italia che piace agli italiani e che, per il modo di essere nel porsi al servizio dei bisogni della collettività, hanno attirato, nel corso della loro lunga storia, affetto, simpatia, rispetto, ammirazione e apprezzamento. Loro – si sa, come le altre forze dell’ordine, cui rivolgo i sensi della mia profonda stima e rinnovata ammirazione – sono precisi, stabili, punti di riferimento e motori dell’agire quotidiano nel rispetto delle regole al servizio della giustizia nelle varie Comunità in cui svolgono il loro, operoso, servizio. Per questi motivi esprimo sentimenti di straordinaria vicinanza, stima e considerazione a Lei, colonnello Donnarumma, con preghiera di estenderli a tutti gli uomini e le donne dell’Arma: infaticabile punto di riferimento istituzionale.

Lei, signor Colonnello, ne sono certo, svolgendo con umanità ed alta professionalità le funzioni d’Istituto che Le competono, guarderà con fiducia lo spartito della storia e della tradizione che, al passo con i tempi, ha sempre tradotto in valori, attese e sfide. Forte anche dell’esperienza acquisita all’Aquila, ove il suo contributo in termini di giustizia e legalità è stato notevole, come di primaria importanza è stata la sua opera al servizio della collettività nel difficile periodo post sisma.

Nel rivolgere il mio deferente saluto al colonnello Donnarumma – nel momento in cui si accinge a lasciare la beneamata terra abruzzese, che la scorsa estate ci ha onorati della propria presenza alla cerimonia d’intitolazione di una via al Generale Feliciani nel suo paese natìo,  Cesaproba di Montereale una Frazione del Comune vicino al mio paese d’origine – gli formulo i sensi della mia ammirazione, unitamente agli auguri di un felice mandato nel nuovo, importante, ruolo che va a ricoprire.

Analogo augurio di benvenuto porgo al collega che lo sostituirà in terra abruzzese, sperando d’incontrarlo prossimamente per uno scambio di opinioni e vedute. Nel reciproco rispetto dei ruoli, come si costuma tra il mondo dell’informazione e la Benemerita.

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