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L’Arena di Don Chisciotte inizia a infiammarsi

Signore, ho la netta sensazione che l’aria si stia scaldando. Infatti, il grande Hidalgo si agita, lancia lapilli. Mena fendenti, punta la lancia contro la lentezza della giustizia, ordina la carica al suo ronzino contro i giornalisti che lo infastidiscono, scopiazza gli atteggiamenti di “Marino” per attirare le attenzioni dei cittadini. In pratica che cosa sta succedendo?

Carissima, è vero che l’arena si stia scaldando. Don Chisciotte va eseguendo le prove d’autore, come i grandi artisti. Fino ad oggi, però, ha sollevato solamente tanta polvere. Ha chiamato a raccolta tutti i suoi “picadores” e i “banderilleros” per cercare di animare l’arena. Risultato? È cresciuta la quantità di polvere fino al punto che il ronzino, sebbene spronato, non sa più da quale parte dirigersi. Ha cominciato a roteare su se stesso, travolgendo il povero “Sancho Panza” e il suo asinello. Non ti preoccupare. È tutta scena.

Signore mio, perché non avete risposto alle mie domande?

Mia cara, non avrei voluto mancarti di rispetto. Me ne hai fatte tante e avrei potuto saltarne anche qualcuna e, poi, mi avresti rimproverato. Prova a formularne una per volta e cercherò di risponderti esaurientemente su ciascuna di esse.

Signore, come al solito, avete ragione. Mi adeguo. Perché Don Chisciotte rimprovera continuamente la giustizia di essere molto lenta, anziché fare bene e in fretta?

Carissima vedova, hai dimenticato forse che esiste ancora un vecchio detto popolare: “Se vuoi ottenere l’effetto desiderato a tuo vantaggio, prova ad affermare l’esatto contrario e vedrai che il discorso prenderà la piega da te auspicata.

Signore mio, ho capito dove volete arrivare con la vostra filosofia. Don Chisciotte invita la giustizia ad essere celere, con la speranza che questa impieghi ancora più tempo per chiudere le inchieste, in maniera che intervengano le naturali e sperate “scadenze dei termini” per procedere?

Mia cara, proprio così! Hai fatto centro! Andiamo avanti.

Adorato mio Signore, secondo voi perché il signore della “Mancia” se la prende tanto con i giornalisti? Forse perché non esaltano a sufficienza le sue gesta?

Carissima, dovresti sapere che, quando un uomo di quella taglia si avvia verso la strada del tramonto, vorrebbe che tutti, in particolar modo i giornalisti, parlassero esclusivamente in senso positivo dei fatti e non dei “misfatti”, delle attenzioni e non delle “disattenzioni” sui problemi importanti per la società, delle dichiarazioni e non delle “smentite” necessarie per riportare i discorsi sui corretti binari, della ricchezza e non della “povertà” delle casse comunali, della efficienza e non della “inefficienza” dei servizi da erogare a favore dei cittadini contribuenti. Potrei andare avanti ancora per molto. Preferisco fermarmi qui parlando a nuora affinché suocera intenda.

Signore, per una volta tanto vorrei confutare le vostre idee in proposito. Non è vero che il nostro Don Chisciotte parli sempre a vuoto. Infatti, Marino, il Sindaco dell’Urbe, ha applicato alla lettera le teorie sulle “dimissioni” e sulla revoca delle stesse in “tempo reale”. I risultati non sono stati del tutto soddisfacenti, però il tentativo ha richiamato l’attenzione della pubblica opinione. Inoltre, l’attacco ai giornalisti del grande Hidalgo è stato immediatamente copiato dal candidato alla Presidenza della Turchia. Quindi, le azioni di Don Chisciotte vengono immediatamente riprese non soltanto a livello nazionale, ma anche internazionale e con successo. I giornalisti Turchi, a tal proposito, rischiamo grosso. Meno male che io non appartengo alla categoria giornalistica. Sono solamente una povera vedova. Altrimenti avrei corso seri pericoli. Don Chisciotte mi avrebbe mandata sicuramente in esilio. Torniamo a noi. Vorrei chiedere, se mi è possibile, perché il nostro Hidalgo polemizza spesso con il suo “alter ego” senza assumere nessuna iniziativa e senza attribuire responsabilità di sorta al suo “Sceriffo”?

Cara, perché non ha ancora capito che il grande “faraone” della Regione gli ha messo alle costole la famosa “pittima”, di cui hanno parlato tanto in passato gli aquilani. Questa figura è dotata dei pieni poteri conferiti dal grande “faraone”. Gli è stata attribuita anche la facoltà della decapitazione dell’esecutivo comunale e dello spennamento del signore della “Mancia”. Ecco perché non fa tanto il gradasso con il suo vice. Ti faccio una raccomandazione. Stai lontana dalla stanza dei bottoni. Potresti essere contaminata o lambita mortalmente, come i giornalisti, da qualche strale sfuggito al controllo di Don Chisciotte. Se ti vuoi salvare, torna immediatamente alla casa del Padre. E così sia.

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