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Sopravvissuti San Giuliano e genitori vittime sisma L’Aquila insieme a Roma

A 13 anni dal crollo della scuola di San Giuliano di Puglia, i sopravvissuti, insieme ai genitori degli studenti che persero la vita a L’Aquila nel 2009 e al Consiglio nazionale dei geologi, parteciperanno a Roma, nella sede nazionale dell’Ingv, alla cerimonia di premiazione della prima edizione del Premio Avus per San Giuliano di Puglia.

Saranno infatti proprio i sopravvissuti al crollo della scuola di San Giuliano di Puglia, oggi giovani studenti universitari di geologia, a premiare i bambini delle elementari e i ragazzi delle scuole secondarie di primo grado che hanno vinto il primo Premio Avus per San Giuliano di Puglia. Un vero evento, al quale prenderanno parte numerosi ospiti, da Gian Vito Graziano, presidente in carica del Consiglio nazionale dei geologi, ai vertici dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ai rappresentanti delle istituzioni italiane. Sono stati invitati anche il ministro Stefania Giannini e il sindaco di San Giuliano di Puglia Luigi Barbieri.

L’Avus è l’Associazione Vittime Universitarie del Sisma costituita dai genitori degli studenti che persero la vita nel terremoto de L’Aquila nel 2009.

«Per la prima volta in Italia – ha dichiarato Gian Vito Graziano- è stato realizzato un progetto didattico dedicato ai 27 bambini e alla maestra che persero la vita nel terremoto del 31 ottobre del 2002 nel crollo della scuola “Jovine” di San Giuliano di Puglia. Con tale progetto didattico, Premio Avus per San Giuliano di Puglia, abbiamo messo in rete le scuole italiane, coinvolgendole sul tema della conoscenza orientata alla prevenzione. I bambini delle scuole elementari hanno realizzato elaborati grafici raccontando l’evoluzione del pianeta Terra con il loro linguaggio, mentre gli studenti delle scuole medie di primo grado hanno presentato video, cortometraggi, prodotti multimediali sempre sul tema della conoscenza per la prevenzione. Abbiamo portato la geologia in tante scuole italiane, gettando le basi per un grande, futuro, progetto didattico che potrà vedere la geologia come materia di insegnamento nei nostri istituti scolastici. Dobbiamo parlare alle nuove generazioni e sensibilizzare molto i politici».

“Oggi, in Italia – ha aggiunto Graziano – non conosciamo il reale stato di salute degli edifici scolastici, anche perché non abbiamo ancora il tanto auspicato Fascicolo del Fabbricato per gli edifici pubblici. Parliamo di un patrimonio edilizio vetusto di circa 42.000 scuole, di cui oltre il 60% costruite prima del 1974, anno delle prime norme antisismiche, in una situazione di permanente emergenza legata alla necessità sia di messa a norma, sia di manutenzione ordinaria e straordinaria. Purtroppo a 13 anni da quel giorno, in Italia, c’è ancora il problema della messa in sicurezza delle scuole, il 50% delle quali non ha il certificato di agibilità. Si pensi a quanto c’è da fare nella direzione della sicurezza, in un Paese in cui ben 28.000 scuole su 42.000 si trova in zone ad elevato rischio sismico.  Una buona parte degli edifici scolastici è stata costruita prima del 1900 e alcuni furono costruiti per essere inizialmente destinati ad un uso diverso. La scuola, invece, deve essere in assoluto il luogo più sicuro e più bello dove si forgeranno i cittadini del futuro. Con il Premio Avus per San Giuliano abbiamo voluto ribadire l’importanza nel nostro Paese della cultura geologica come presupposto per le future scelte politiche e per le immediate azioni programmatiche a favore delle scuole italiane. Sui temi della sicurezza l’impegno costante dei geologi sta contribuendo a superare quell’inaccettabile indifferenza che per troppo tempo ha contraddistinto questo Paese».

Così l’Ingv il 30 ottobre, a 13 anni dal crollo di San Giuliano, aprirà le porte agli istituti di scuola primaria e secondaria di primo grado, alle scuole che hanno vinto il Premio Avus per San Giuliano di Puglia. Si incontreranno i sopravvissuti al crollo della scuola, i genitori degli studenti deceduti a L’Aquila, gli studenti degli Istituti vincitori della prima edizione del Premio Avus. Sarà un passaggio emozionante, rivolgendo lo sguardo alla nuova generazione, ai ragazzi di oggi che domani saranno classe dirigente.

Il Premio è stato voluto e organizzato dalla Fondazione Centro Studi del Cng, dal Cng e dall’Avus.

«Siamo partiti un anno fa dalla scuola Francesco Jovine di San Giuliano di Puglia, simbolo del rischio sismico in Italia – ha concluso Pierfederico De Pari, segretario del Cng e geologo molisano – e varcheremo insieme la soglia di ingresso dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia dove i terremoti vengono studiati, monitorati e dove è possibile ascoltare il respiro della Terra. Proprio all’Ingv e con i vertici dell’Ingv incontreremo la stampa. Oggi il tema della scuola deve essere assolutamente prioritario per un Paese come l’Italia. I sindaci, dinanzi al programma “Scuole belle e sicure” lanciato dal Governo, si sono fatti trovare impreparati; sono stati colti di sorpresa ed in molti casi non hanno candidato gli interventi che effettivamente erano prioritari ma quelli che invece erano i più spendibili dal punto di vista della visibilità politica. Il rischio è quello di mettere in moto un processo che non è quello virtuoso di cui invece il Paese avrebbe bisogno. L’appello è ai Sindaci affinché antepongano la sicurezza degli edifici scolastici alle azioni demagogiche che non portano rispetto alla memoria dei 27 alunni della scuola Jovine di San Giuliano di Puglia e della loro maestra morti in quel tristissimo 31 ottobre di tredici anni fa. E laddove le verifiche sismiche, che costano pochissimo in confronto ai benefici che si possono avere con una buona conoscenza strutturale dell’edificio, non diano informazioni tali da progettare un adeguamento della struttura alle norme vigenti, si immagini la demolizione dell’esistente e la ricostruzione ex-novo».

Foto: tg24.sky.it