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Omicidio Stradale, Panepucci: «Enorme passo avanti dopo anni di battaglie»

«Dopo anni di assoluto immobilismo, dopo decenni di impunità, la Camera approva una storica riforma del codice penale e introduce nel nostro ordinamente l’omicidio stradale».  A sottolinearlo è Erina Panepucci, vice presidente dell’associazione Avisl Onlus e mamma di Giuseppe Magnifico, il giovane aquilano vittima di un sinistro stradale avvenuto  il 2 ottobre del 2005.

«Cinque anni di battaglie, cinque lunghissimi anni durante i quali mai abbiamo smesso di sperare. Il silenzioso ma continuo lavoro di molti di noi – continua Erina Panepucci – è servito a rendere finalmente questo paese un po’ più “civile” e soprattutto cosciente di quanto sia devastante essere colpiti dalla violenza stradale.
Quando cinque anni fa decisi di appoggiare chi già lottava da tempo, lo feci con la consapevolezza che da qualcosa bisognava partire. La collaborazione tra associazioni e familiari e il dialogo intrapreso con la politica sono riusciti a far comprendere quanto anche altri comportamenti irresponsabili, oltre all’uso di alcool e stupefacenti quando ci si mette alla guida di un autovettura, potessero produrre la morte di altre persone. La strada da percorrere è ancora lunga, ma sono assolutamente fiera e soddisfatta per il raggiungimento di questo obiettivo e per quanto fino ad oggi è stato fatto e che ha condotto a questo primo enorme passo avanti. Un unico, solo, grande rammarico – aggiunge Erina Panepucci – se ci avessero dato ascolto prima, se questa che si appresta a diventare legge fosse stata già in vigore, molte vite si sarebbero potute salvare.
Il mio pensiero va a loro, e ai tanti che, come Giuseppe, hanno lasciato sogni e sorrisi sulle nostre maledettissime strade».

«Ringrazio tutti coloro i quali non hanno mai fatto mancare il loro supporto – conclude la vice presidente Avisl Onlus –  la senatrice Stefania Pezzopane, il vice ministro Riccardo Nencini, i parlamentari di ogni fazione politica che hanno votato per questo cambiamento che è innanzitutto culturale, li ringrazio per il loro incessante lavoro, Un ringraziamenteo speciale ai giornalisti che hanno aiutato e sostenuto noi familiari in questa battaglia di civiltà, dandoci ogni volta lo spazio necessario per continuare a parlarne.  Qualcuno di loro ha detto che le nostre sono state grida, il loro solo sussurro, in realtà è anche grazie a quei sussurri che è stato possibile tutto ciò. Grazie».