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L’Aquila: «Tutelare le strade in pietra»

Un invito a «pensare il cuore della città», in particolare in riferimento alle pavimentazioni stradali in pietra, anche in consideranzione dei lavori attualmente in corso  per il rifacimento dei Sottoservizi danneggiati in seguito al sisma del 2009. A lanciarlo, attraverso una nota congiunta, sono Sandro Colagrande, docente di Costruzioni di Strade, Ferrovie e Aeroporti dell’Università dell’Aquila e Salvatore Santangelo, consigliere di amministrazione della Gsa e segretario generale di “L’Aquila che rinasce”.

«Le pavimentazioni stradali realizzate in pietra – argomentano Colagrande e Santangelo – hanno un riconosciuto pregio estetico e un elevato valore storico, tanto da essere spesso oggetto di tutela. Questo tipo di pavimentazione è tuttora presente sia nel ‘cuore’ di importanti città italiane sia in tantissimi centri minori che, proprio grazie alla loro origine, spesso antica, sono un patrimonio da conservare e valorizzare. Tra le tante città che hanno un centro storico con strade in pietra, L’Aquila, dove si stanno smantellando tutte le pavimentazioni a causa dei lavori di rifacimento dei Sottoservizi che sono stati danneggiati a seguito del sisma del 2009, merita una citazione particolare».

«Ci permettiamo – sottolineano Colagrande e Santangelo – di dare qualche consiglio in vista di interventi che segneranno in modo determinante l’immagine del cuore stesso della nostra città nei prossimi decenni: i concetti fondamentali che andranno osservati nella progettazione delle nuove pavimentazioni in pietra dovranno combinare le valutazioni estetiche con il soddisfacimento delle esigenze ‘prestazionali’, per garantire la durabilità del rivestimento.

«Partiamo da una constatazione –  aggiungono – i prodotti impiegati tradizionalmente per la posa e la stuccatura di cubetti e lastre, nonostante le elevate resistenze dei materiali utilizzati, hanno sempre messo le Pubbliche Amministrazioni di fronte alle medesime problematiche, causate dal cedimento dei giunti, dallo svuotamento delle fughe, dal cedimento del sottofondo e dal conseguente ‘dislocamento’ degli elementi lapidei. Questi fenomeni, che con il tempo si amplificano a causa del traffico veicolare o delle condizioni climatiche critiche (come a L’Aquila), conducono spesso a gravi disagi per la viabilità o ancor peggio a problematiche legate alla sicurezza stradale, nonchè all’immagine di una città sporca e trascurata. Per risolvere i problemi posti dalle pavimentazioni delle strade aquilane potrebbe essere utile il coinvolgimento diretto della ‘nostra’ Università, dove sono presenti tutte le competenze necessarie per fornire un utile supporto al fine di mettere l’Amministrazione comunale nella condizioni di realizzare pavimentazioni urbane in pietra – masselli, cubetti, ciottoli, lastre o altro – con una struttura monolitica durabile nel tempo. Basti pensare a quanto accaduto, in occasione di Expo 2015 a Milano, dove in pochissimo tempo l’uso di materiali innovativi (capaci di resistere a sollecitazioni dinamiche e climatiche) applicati con tecniche di posa tradizionali sono già stati utilizzati per la manutenzione e la ristrutturazione di Piazza del Duomo e delle principali strade urbane in pietra: il tutto con risultati estremamente soddisfacenti».

«Inoltre – proseguono Colagrande e Santangelo – alcuni dei maggiori produttori di miscele e resine utilizzati per realizzare i sottofondi e le sigillature dei cubetti in pietra sarebbero disponibili a fornire, anche a titolo di sponsorizzazione o test (quindi senza alcun aggravio di spesa per l’Amministrazione), una quantità limitata di materiale da provare e testare nel tempo, per valutarne l’efficienza e l’efficacia al fine di realizzare un ‘campo prove’ utile anche alla ricerca».

«Queste iniziative – sottolineano Colagrande e Santangelo – saranno importanti per scegliere le soluzioni per quelle zone sottoposte a carichi particolari, in corrispondenza delle fermate degli autobus o del posizionamento periodico di palchi e grandi strutture per le svariate manifestazioni che si svolgono sulle strade o sulle piazze di un Centro storico. Infine, occorre tener presente che fin da oggi non si dovrà pensare solo a quali materiali scegliere, ma anche al sistema che dovrà essere adottato per la manutenzione, per evitare quello che è successo negli anni passati in Piazza Duomo a L’Aquila, dove le lastre in porfido, posate nel modo tradizionale, si sono sconnesse o spezzate sotto il peso dei mezzi in transito, o delle diverse strutture utilizzate dai venditori ambulanti. I prodotti di nuova generazione con aggiunta di speciali additivi, potranno invece garantire notevoli prestazioni, risultato estetico e durabilità».

«Speriamo – concludono Colagrande e Santangelo – che questi argomenti possano contribuire ad alimentare un dibattito su un tema tanto delicato per il futuro della nostra città, anche in sede dei neocostituiti Consigli di partecipazione, in primis quello del Centro storico».

Foto: Milano, piazza Duomo

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