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Sassa: emergenza cani. Donna aggredita e querelata

«L’emergenza cani a Sassa esiste eccome. » Parla la mamma della bambina aggredita da un cane padronale la scorsa estate.

La piccola, ma non solo, anche  la donna e il loro piccolo cane sono stati  aggrediti da un altro cane  di grossa taglia, lasciato libero e senza museruola, con il proprietario dello stesso a pochi passi dalla scena. La signora vuole rispondere proprio al padrone del cane, che nei giorni scorsi ha inviato una nota al nostro giornale comunicando che il procedimento penale a suo carico è stato archiviato .

Tra i due, subito dopo l’aggressione, c’è stato un dibattito molto acceso. La donna ha visto a terra la sua bimba e ha temuto il peggio, ciò ha scatenato una violenta reazione verbale per cui è stata querelata.

 

Sassa - progetto case

Sassa – progetto case

«La denuncia da me presentata – replica la mamma della bimba- è stata archiviata non perché non fosse stato rinvenuto alcun reato, bensì perché erroneamente, nella fase di procedimento, il pm ha dichiarato (inesattamente) l’assenza della denuncia-querela e, non avendo ricevuto mai notifica, non ho potuto presentare opposizione. »

«Tuttavia la denuncia-querela verrà discussa prossimamente nelle opportune sedi, unitamente a questioni risarcitorie per i gravi danni subiti da me e da mia figlia.

Preciso inoltre che, su invito del giudice e del mio avvocato, per buon senso civico, per evitare perdite di tempo e quindi non arrecare disturbo al lavoro della Magistratura, mi è stato proposto di applicare l’Art. 35 del Codice di Procedura Penale consistito nel consegnare la minima somma di Euro 50,00 (cinquanta) alla parte “offesa” per non discutere un fatto di scarsa rilevanza, quali minacce e ingiurie, che il proprietario del cane di grossa taglia ritiene di aver subito negli attimi immediatamente successivi all’enorme pericolo cui è stata sottoposta la vita di mia figlia.

Sia chiaro in ultimo: il cane che ha aggredito me e mia figlia di otto anni, che ha quasi sventrato il nostro cane, era lasciato libero senza guinzaglio né museruola e potrebbe costituire tuttora fonte di grave pericolo per la collettività, unitamente a tutti gli altri casi documentabili avvenuti nella frazione di Sassa. »

Intanto la piccola, oltre alle medicazioni, è stata sottoposta a cura psicologica per il grande terrore provato.  Ancora oggi non si sente libera di uscire di casa.
PARLANO I RESIDENTI: «Esiste una sorta di “randagismo padronale” che ci ha rubato la libertà di uscire di casa e fare una passeggiata. »

Proprio la scorsa estate  è stato presentato un esposto alla Asl, alla polizia veterinaria, al Comune, ai  Carabinieri di Sassa e polizia urbana per segnalare una serie di aggressioni fatte da cani padronali, non sorvegliati e senza museruola.

Riportiamo di seguito il racconto di alcuni residenti.

I fatti risalgono allo scorso luglio.

«Il 6 luglio il mio cane – racconta Claudio Robimarga – al guinzaglio come le regole impongono, é stato aggredito da un cane “molossoide” di indole aggressiva, lasciato libero. ll cane ha lasciato i padroni e, indifferente ai Ioro richiami, ha percorso 200 metri di corsa per aggredire il mio animale. Finora con lo stesso “molossoide” è la terza volta che ciò avviene. In questo frangente ci ha salvato l’uso dello spray al peperoncino consigliatomi dai carabinieri in occasione di un altro incontro che ero andato a denunciare». «Al Map di Sassa – aggiunge un’altra residente- una signora è stata aggredita e morsa da un cane “da pecora” bianco lasciato libero di girare per il paese, pur avendo un padrone. Un altro “randagio padronale”! In questo caso è intervenuta la Asl con il suo servizio. Ci sono referti medici e foto delle ferite che la signora ha avuto. Senza parlare del grande choc patito dall’aggredita».

I residenti di Sassa sono tutt’oggi allarmati perché «nulla è cambiato. Esiste una sorta di “randagismo padronale” che ci ha rubato la libertà di uscire di casa e fare una passeggiata. »

Cani padronali, ma non di fatto: circolano liberi senza guinzaglio per le vie del paese, dove ci sono anche bambini che giocano.

Questa è scarsa attenzione e poca prudenza da parte dei padroni che nulla possono fare di fronte a un’aggressione, come accaduto nell’episodio che ha coinvolto la bambina.

 

 

 

 

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