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Consiglio Abruzzo, fumata nera su garante detenuti

Il Consiglio regionale abruzzese, nella seduta odierna, ha approvato una serie di risoluzioni.

La prima riguarda il genocidio del popolo armeno ed esprime la piena solidarietà dell’Aula al popolo armeno in occasione del centenario del “Grande Male” e nella sua battaglia per la verità storica e per la difesa dei diritti umani.

La seconda chiede al Governo nazionale e al Parlamento di assicurare e garantire le risorse necessarie ad assicurare le funzioni fondamentali delle Province, di consentire il completamento del processo di riordino delle funzioni amministrative delle Province e di eliminare i tagli previsti su Province e Regioni nel progetto di legge di stabilità nazionale.

La terza, approvata su raccomandazione dell’Assemblea delle Conferenze Legislative, riguarda l’introduzione – nella normativa regionale – di elementi di programmazione energetica, sostenibilità dei trasporti, miglioramento della qualità dell’aria e riduzione delle emissioni di CO2.

L’ultima impegna la Giunta a precisare presso il Miur che la sede dell’Istituto alberghiero “De Cecco” è individuata nella città di Pescara.

Respinta, invece, la risoluzione proposta dal M5S, che chiedeva l’adozione, entro 30 giorni, del piano regionale delle bonifiche. Niente da fare, nemmeno nella seconda votazione, per l’elezione del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. La candidatura di Rita Bernardini si è fermata a 17 preferenze, non raggiungendo il quorum di due terzi previsto dal Regolamento.

Successivamente sono state approvate una serie di modifiche alla normativa regionale sulle acque e gli scarichi degli impianti di depurazione delle acque reflue urbane, per adeguarle alle prescrizioni statali.

Via libera, infine, alla proroga dei termini per la presentazione dei progetti per l’adeguamento delle infrastrutture sportive, ricreative e per favorire l’aggregazione sociale nella città di L’Aquila e degli altri Comuni del cratere.

I lavori si sono conclusi con l’approvazione di altre due risoluzioni: una che impegna la Giunta ad attivarsi affinché non sia possibile conferire incarichi professionali a parenti o affini entro il quarto grado; la seconda, invece, riguarda i Cup e impegna il Governo regionale a verificare la fattibilità di consentire la prenotazione telematica delle visite specialistiche direttamente dai medici di base, oltre alla riconsegna dei referti, sempre per via telematica.