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Le amnesie di Don Chisciotte

Il Lamento della povera vedova

LE AMNESIE DI DON CHISCIOTTE
Sapevo e non sapevo bene. Mi ritorna in mente. Dimissioni, clonazioni e coltellate è il titolo di un film Felliniano.
Signore mio bene… detto, volete sapere una cosa? Tra tornado, cicloni, catastrofi e terremoti che investono la città, non riesco più a trovare Don Chisciotte. Qualcuno mi ha detto che si è ritirato sull’Aventino. Altri, invece, mi dicono che si è messo sulle orme di Marino. Finalmente, oggi si è fatto vivo sulla sua ripristinata postazione F.B., con tono dimesso, con la corda al collo e con il capo cosparso di cenere.
Carissima, non vorrei che i virus influenzali abbiano alterato le tue capacità intellettive e ricettive. Sull’Aventino ci è andato solo per osservare il comportamento degli “scudieri” a proposito dell’ennesima proclamazione delle dimissioni. Adesso non ci crede più nessuno. Comunque, non è il nostro grande Hidalgo che ha copiato Marino, è esattamente il contrario. Dall’Aventino si godono viste panoramiche, dal Campidoglio, invece, si vedono campi nomadi, funerali con la carrozza e i cavalli neri, fantasmi, mancati inviti papali, ricevute fiscali delle anonime cenette a lume di candela. Sull’Aventino si respira aria buona, profumata, anche se ancora impregnata delle polveri generate da tutti quei fabbricati ancora puntellati. Dal Campidoglio tutto ciò non è possibile vedere. Comunque si possono ammirare le vecchie strutture del porto romano di Centocelle, egregiamente ristrutturato e trasformato in una elegante RSA, i cui ospiti sono assistiti, curati e seguiti con grande attenzione. Mi viene in mente, a tal proposito, una vecchia formuletta algebrica che può adattarsi alla situazione: “invertendo l’ordine dei fattori, il prodotto non cambia”, soprattutto perché l’appartenenza politica appare identica.
Signore mio, vi pregherei di togliermi dalla mente alcuni dubbi. È vero che Don Chisciotte non ha mai saputo dello “speciale” concorso per la dirigenza dell’ex ONPI? È vero che non è a conoscenza della esistenza di ben 1.700 ricostruzioni in odore di manipolazioni dubbiose? È vero che non abbia mai saputo che per far volare gli aerei ci vogliono anche i passeggeri paganti? È vero che abbia tentato di sanare le casette abusive di legno realizzate nel periodo post sisma?
Mia cara, sapeva! Sapeva e sapeva bene! Se qualcosa gli dovesse essere sfuggita di mente, dopo le serate trascorse in piazza al suono del jazz, ha detto: “Mi ritorna in mente”. Purtroppo, non ha potuto proseguire la canzone perché “bella come sei”, non poteva essere riferita all’amministrazione del grande Hidalgo.
Signore, ditemi che non è vero che si è messo in mente di sostituirsi al Papa, affacciandosi dalla finestra della “casa rosada”, con la fascia diagonale tricolore, per impartire lezioni di vita agli “orbi” cittadini assetati di verità.
Carissima, devo dirti che ci ha pensato. Guarda la foto che si è fatta scattare. Potrebbe sembrare proprio Francesco. C’è una piccola differenza. Il Papa è vestito tutto di bianco, nel segno del candore. Don Chisciotte, invece, è tutto grigio, un po’ in ombra. È pur vero che ravviva il suo ghigno la fascia tricolore. Questa, però, è posta in diagonale e parte con la “destra” in alto e la “sinistra” in basso. Segno politico molto eloquente.
Mio Signore, datemi una spiegazione, se potete. Mi sembra che abbia detto che “le prescrizioni sarebbero una coltellata per la città”. Ho capito bene? Don Chisciotte vorrebbe che intervenisse la prescrizione dei termini legali allo scopo di evitare una ulteriore coltellata alla città attraverso le molteplici azioni giudiziarie in corso?
Cara Signora, a questo punto una coltellata in più e una in meno produrrebbero un solo effetto: non sgorgherebbe una sola goccia di sangue dalla vene di questa dilaniata città. Le ha versate già tutte. Le prescrizioni metterebbero, invece, un tappo a corona sulla “gola profonda” del commissario ai puntellamenti, scelto e nominato, dopo accurata selezione, proprio dal grande Hidalgo, più o meno informato sui fatti e misfatti. Ormai siamo arrivati alla frutta. Siamo quotidianamente sulle cronache giudiziarie di tutto il mondo. Facciamo concorrenza all’ANAS, all’INPS, alle Regioni e, da ultimo, anche all’amministrazione dell’Urbe. La notorietà che Don Chisciotte ha inseguito a lungo con mille invenzioni, è arrivata. Resterà attaccata sulle spalle degli aquilani per tanti secoli. L’Hidalgo “non vuole le prescrizioni”, si augura che “intervengano” prima che sia troppo tardi. È arrivato il momento di dare ragione a un vecchio detto: “chi semina vento raccoglie tempesta”. È vero! Guarda un po’ chi raccoglie: proprio “Tempesta” che se la ride allegramente, girando i pollici sulla pancia. Non perdere tempo. Intraprendi il cammino del ritorno alla casa del padre, altrimenti perderai anche questa occasione. E così sia.

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