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Regione Abruzzo, Caputi: «Passare dalle strategie alle soluzioni»

Minor numero di dirigenti possibile, organizzazione efficace, valorizzazione del merito, buoni metodi di valutazione e trasparenza in relazione ai cittadini, che devono avere ben presenti le personalità a cui potersi rivolgere per ciascun settore. Sono ben chiare le idee, in relazione alla ‘macchina’ regionale, del dirigente Pierluigi Caputi, 63 anni, che da poco ha assunto l’incarico di segretario regionale abruzzese del sindacato Direr, la Federazione nazionale dei dirigenti e dei quadri direttivi delle Regioni.

«Un momento di soddisfazione, per la fiducia accordata dai colleghi, ma anche di presa di coscienza della complessità del ruolo», spiega Caputi, la cui candidatura è stata proposta dal segretario regionale uscente Silvana De Paolis, che mantiene l’incarico di segretario nazionale, e poi ratificata dall’assemblea dell’organismo.

«Ci sono delle discrasie funzionali che vanno subito risolte portando avanti un rapporto di confronto e non certo conflittuale con il Governo regionale», spiega Caputi, che si trova pienamente d’accordo con l’idea di fondo del Presidente della Regione di plasmare la macchina organizzativa sulle esigenze dei cittadini, ma che ritiene anche che ormai sia necessario passare, nel più breve tempo possibile, dalle idee ai fatti concreti, dalle macro-strategie alle ‘piccole’ soluzioni concrete. Soluzioni che traghettino la macchina regionale verso la piena efficienza, nell’altrettanto piena consapevolezza della necessità della riduzione di spesa, e che portino i dirigenti, focalizzati, come spiega Caputi, «all’ossequio al Governo regionale e al pieno rispetto delle leggi», a lavorare in maniera chiara, serena, efficiente ed efficace.

Caputi che, essendo in Regione dal 1981, è il dirigente in servizio con più ampia esperienza, vede in maniera positiva l’istituzione della figura del direttore generale, apprezzando la tipologia di ‘struttura a livelli’ della macchina regionale, ma «no all’espansione dei dirigenti», aggiunge, sottolineando anche che vedrebbe, invece, con piacere l’ipotesi di riconoscimenti per i migliori funzionari, perché «non tutti i funzionari fanno le stesse cose». Una logica, anche in questo caso, tutta ispirata al caposaldo del merito.

Sì, insomma, al miglioramento della macchina regionale, conclude Caputi, «ma ora questa macchina deve essere lanciata in piena corsa».

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