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Comitato idonei Ripam: «Colmare posti vacanti con graduatorie ‘Concorsone’»

Il Comitato vincitori e idonei Ripam-Abruzzo, «anche alla luce delle risultanze della richiesta di parere inoltrata dal Comune di L’Aquila alla Sezione Consultiva della Corte dei Conti, che ha ritenuto inammissibile il quesito posto», chiede al sindaco del Comune dell’Aquila Massimo Cialente, all’assessore al Personale Elisabetta Leone, alla giunta tutta e ai dirigenti preposti di «procedere a colmare i posti vacanti esclusivamente attingendo dalle graduatorie del pubblico concorso Ripam Abruzzo».

«Si chiede, inoltre, al sindaco – si legge in una nota diffusa dal Comitato vincitori e idonei Ripam – di adoperarsi in ogni sede per la sostituzione, attraverso l’attingimento dalle stesse, delle posizioni attualmente vacanti, sia a tempo indeterminato che per le sostituzioni di maternità ed aspettative, a tempo determinato, lamentate durante interviste pubbliche divulgate nelle ultime ore. Non si giustifica più, infatti, un ulteriore slittamento dei tempi. È dovere della pubblica amministrazione tenere fede ai principi di efficienza e imparzialità, sanciti dalla legge, per garantire alla collettività l’erogazione dei servizi necessari».

«Se la Sezione Consultiva della Corte dei Conti ha dichiarato inammissibile il quesito posto dal Comune di L’Aquila, di certo la Sezione Giurisdizionale della stessa Corte non potrà esimersi dall’esprimere un giudizio qualora le scelte dell’Amministrazione ci obbligassero a chiamarla in causa per scelte politiche tese al danneggiamento della collettività e prese a discapito di chi ha pieno diritto a ricoprire le posizioni necessarie alla fornitura dei pubblici servizi – si legge ancora nella nota del Comitato vincitori e idonei Ripam-Abruzzo –  Non si capisce, inoltre, quale altra ragione potrebbe essere addotta per giustificare scelte che non vanno nella direzione di efficientamento della macchina burocratica. Perché favorire i lavoratori di Abruzzo Engineering, che, a detta dello stesso sindaco, non possono rivestire quei ruoli necessari al processo di ricostruzione, non essendo dotati nemmeno del potere di firma? Perché favorire personale che, pur avendo avuto la possibilità della stabilizzazione, non ne ha saputo cogliere i frutti? Non attenderemo altro tempo per far valere i nostri diritti».

«Abbiamo partecipato ad un concorso pubblico il cui obiettivo era quello di fornire figure amministrative, tecniche e contabili per il processo della ricostruzione della città di L’Aquila e del cratere sismico e non aspetteremo immobili ulteriori forzature legislative, che riteniamo, peraltro, la città non possa attendere – si spiega ancora nella nota del Comitato Vincitori e Idonei
Concorso Ricostruzione Abruzzo – Ogni selezione effettuata in periodo emergenziale non poteva, per ovvie ragioni, possedere il requisito di adeguata pubblicità e garantire quindi la possibilità a chiunque avesse i requisiti richiesti di parteciparvi. Per questo è stato fatto un concorso pubblico. Soltanto chi ha ottenuto il requisito della idoneità attraverso il superamento di un pubblico concorso, oggi, può reclamare legittimamente i posti di lavoro che si liberassero all’interno delle amministrazioni del Comune dell’Aquila e del cratere sismico. Le selezioni, i concorsini ad hoc, il ricorso ad agenzie di lavoro interinale e ogni altra forma di selezione del personale legittimano la loro esistenza esclusivamente durante il periodo emergenziale, ma oggi, dopo l’espletamento di un concorso nazionale e a più di 3 anni dalla chiusura dello stato di emergenza, nessuna motivazione può giustificare in non utilizzo delle graduatorie del “Concorsone”. Gli idonei del comitato si riservano, qualora si continuasse a perpetrare una così grande e grave ingiustizia, di adire le vie legali per tutelare le legittime aspettative di ciascuno».