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L’Aquila aggancia la medicina del futuro con l’automa St.Ar.

Lo spazio di coworking aquilano Strange Office è stato il luogo scelto per presentare “Onda d’innovazione“, un nuovo ciclo di iniziative dedicate all’economia digitale realizzato da “L’Aquila che Rinasce” e “Startup L’Aquila“.

Riccardo Cicerone, introducendo la conferenza stampa, ha voluto sottolineare come Strange Office stia diventando sempre più la casa dell’innovazione e delle startup aquilane. «Riparte ‘Onda d’innovazione’ – ha spiegato – Con un programma ancora più ricco e strutturato, sostenuto da una filiera istituzionale e imprenditoriale ancora più forte». E riparte da una delle iniziative più interessanti che nell’ultimo anno si sono sviluppate in città: St.Ar. (Strong Arm, visto che il progetto ruota attorno a un braccio robotico particolarmente performante), un automa in grado di intervenire in situazioni di elevato rischio biochimico.

Questa robot nasce dalla sinergia tra la software house aquilana Nrgsys, Hrs (azienda all’avanguardia nella realizzazione di biosensori) e la Oncoxx (spin-off dell’università di Chieti-Pescara). La “scocca” esterna è stata disegnata da Mattia Tirone e stampata dalla Octomod – Aq. Il progetto è stato finanziato del Polo Capitank della regione Abruzzo ed è stato presentato anche nella prestigiosa vetrina dell’Expo, prima a Casa Abruzzo e poi nel Padiglione Italia.

Nico Ciambrone – fondatore di Nrgsys, che negli ultimi anni si è ritagliata un ruolo internazionale nella ricerca e nella applicazione di nuove tecnologie nel campo medico e dell’immagine radiologica, lo ha così presentato: «La funzione di St.Ar., grazie al complesso di sensori realizzato da noi e da Hrs, è quella di valutare velocemente e senza rischio per l’operatore medico lo stato del paziente. L’evoluzione di questa iniziativa sarà un robot in grado anche di ‘intervenire’ sul paziente con terapie di efficacia immediata. Stiamo aprendo una nuova frontiera nella medicina d’urgenza e nell’assistenza domiciliare». Infatti St.Ar può essere controllato virtualmente da qualsiasi parte del mondo. Uno stesso operatore potrà controllare e intervenire su molti pazienti: in questo modo potrà sostituire efficacemente un infermiere che assiste persone anziane o comunque malate, abbattendo i costi sociali.

Il progetto è maturato nell’ambito del Polo Capitank che ha visto la luce nel 2012, stabilendo il suo quartier generale all’Aquila. Questo polo conta molto sulla possibilità di utilizzare le risorse provenienti dai quasi 300 milioni di euro corrispondenti al 4% degli oltre 6 miliardi della delibera Cipe sulla ricostruzione post-sisma, quota destinata al rilancio economico e produttivo del Cratere.

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Massimo Cialente, Marco Fanfani, Edoardo Alesse (Capitank), Enrico Giaquinto (Dompe’) e Giorgio Noera (Hrs). In conclusione Salvatore Santangelo ha affermato che «nelle modalità operative di St.Ar. emergono con chiarezza alcuni assunti fondamentali: la ricerca come opportunità, la centralità del trasferimento tecnologico e dell’innovazione, la necessità di un’attenta gestione della dimensione del ‘rischio’ a cui sono sempre più esposte le nostre società complesse».