IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio

Comitato idonei Ripam Abruzzo protesta, scatta il ‘Mail-Bombing’

Nuova iniziativa di protesta da parte del ‘Comitato Vincitori e Idonei Concorso Ricostruzione Abruzzo‘. «Dalle ore 8 di ieri – spiega il comitato in una nota – centinaia di idonei Ripam-Abruzzo hanno inviato una lettera per avere delle risposte che fino ad oggi nessuno ha mai dato loro. I destinatari della missiva sono il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente,  il vice sindaco e assessore alla legalità Nicola Trifuoggi, l’assessore al personale Elisabetta Leone, la senatrice Stefania Pezzopane, il sottosegretario all’Economia con delega alla Ricostruzione Paola De Micheli, il direttore dell’Ufficio Speciale della città dell’Aquila Raniero Fabrizi, quello dei Comuni del Cratere Paolo Esposito e i sindacati nella persona di Carmine Ranieri, segretario Generale Cgil Fp e la Uil sezione L’Aquila».

«Dagli stessi, pur tempestati di richieste – protesta il comitato – non è arrivata ancora alcuna risposta, né pubblica, né privata, per cui, ritenendola noi doverosa, ci auguriamo che diffondendo pubblicamente ciò che in queste ore centinaia di idonei di pubblico concorso stanno richiedendo possa giungere finalmente un chiarimento sui quesiti posti».

IL TESTO DELLA LETTERA DEGLI IDONEI RIPAM-ABRUZZO

«Al di là delle questioni di merito, che verranno trattate nelle sedi più opportune, ordinarie e contabili, riguardo le vicende che da mesi riempiono i giornali abruzzesi (da Abruzzo Engineering in poi) e considerando il grande fermento e lavorio istituzionale e politico che le hanno accompagnate, diventa sempre più impellente il bisogno di sapere quali azioni la politica locale, i suoi rappresentanti in Parlamento e il mondo sindacale abbiano intenzione di intraprendere al fine di tutelare le graduatorie Ripam a poco più di un anno dalla loro scadenza.
Sin dalla pubblicazione delle graduatorie abbiamo confidato che gli enti preposti alla ricostruzione potessero prima o poi riconoscere il merito e guardare alle graduatorie Ripam come un’opportunità ed attingere ad esse per esigenze di nuovo personale, cercando di far passare le nostre ragioni con il dialogo, convinti che fosse la strada migliore. Non abbiamo mai ritenuto che azioni eclatanti e reiterate occupazioni di uffici pubblici con relative interruzioni di pubblici servizi fossero i metodi più opportuni per rivendicare un diritto costituzionalmente riconosciuto; tuttavia le nostre istanze, i nostri diritti, i nostri interessi legittimi, sono sempre stati messi come ultimo punto di un’agenda troppo lunga e incentrata sulla difesa di consensi politici e di tessere sindacali.

In questi anni abbiamo assistito a centinaia e centinaia di assunzioni mediante agenzie interinali; convenzioni con società artatamente trasformate in house, utilizzate poi da enti terzi; reiterata proroga di contratti a tempo determinato, attivati a vario titolo e con varie modalità; e solo 7 contratti di collaborazione continuativa stipulati scorrendo le graduatorie concorsuali.
Lo stato di emergenza e la politica emergenziale chiusi circa 3 anni fa non giustificano più il ricorso a soluzioni gestionali straordinarie ed eccezionali ed impongono il rispetto della Costituzione, della Legge Italiana e della Normativa Europea in materia di assunzione di personale e di regolamentazione degli affidamenti a società in house.

Nonostante sia opinione comune che nelle graduatorie non siano presenti aquilani, teniamo a precisare che invece ci sono e sono numerosissimi. Ricordando lo striscione che campeggia in piazza Duomo e che recita “Una zona rossa, ovunque si trovi è questione nazionale”, ribadiamo che se una zona rossa è sempre questione nazionale, così come lo sono i fondi, non vediamo motivo per cui non lo debba essere anche la sua ricostruzione. Ricostruzione, per la quale è indispensabile il coinvolgimento delle migliori professionalità per poter essere conclusa al meglio e nel minor tempo possibile, eccellenze dunque che non possono limitarsi al territorio locale ma selezionate su tutto il territorio nazionale.

Ci chiediamo, inoltre, quali siano le politiche occupazionali che il Comune dell’Aquila, i comuni del Cratere e gli Uffici Speciali intendano intraprendere rispetto al processo di ricostruzione: cosa accadrà l’01/01/2016, quando i contratti discussi in questi giorni, qualora anche prorogati, scadranno? Cosa accadrà ad aprile alla scadenza dei contratti del cosiddetto concorsino? Cosa accadrà in estate con la scadenza dei contratti dell’ufficio centrale espropri, selezionati con agenzie interinali?

La sensazione è che attraverso il meccanismo delle infinite proroghe, interpretazioni ad hoc della normativa, si voglia arrivare alla scadenza delle graduatorie Ripam per poi procedere ad un ulteriore concorso di stabilizzazione. E se non tutti gli attuali precari riuscissero, ancora una volta, nonostante riserve e punteggi aggiuntivi a superare anche questo?

Chiediamo con la presente, pubblicamente, al sindaco Massimo Cialente, al vice sindaco, assessore alla legalità Nicola Trifuoggi, all’assessore al personale Elisabetta Leone, a tutta la giunta, alla politica locale, alla senatrice Stefania Pezzopane, al sottosegretario all’economia con delega alla Ricostruzione Paola De Micheli, ai direttori degli uffici speciali di L’Aquila e Cratere, ai sindacati, con i suoi rappresentanti Rita Innocenzi (CGIL) e Simone Tempesta (UIL), ai quali pure ci siamo rivolti più volte, quali siano le loro intenzioni per il futuro in cui ci auguriamo che si assumano, finalmente, la responsabilità che gli deriva dal ruolo istituzionale che ricoprono. Pertanto, in mancanza di un reale riscontro e di una giusta e legittima considerazione, ci vedremo costretti ad attivare le iniziative anticipate in premessa. Dopo aver superato un duro concorso con 36.000 candidati noi 700 idonei crediamo di avere più che diritto a ricevere delle risposte concrete».”

L’Aquila 14/10/2015