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L’Aquila, Consiglio Regionale infuocato

di Roberta Galeotti
La riorganizzazione della sanità abruzzese, per l’adeguamento al nuovo Decreto Lorenzin, ha finito di esasperare il clima già rovente del Consiglio Regionale riunito in seduta straordinaria.
‘Nella nuova programmazione sanitaria 2016-2018 siamo chiamati ad applicare alcuni importanti punti del Decreto Lorenzin, ma certo non li applicheremo in maniera rigida – ha dichiarato l’assessore Paolucci al Capoluogo -. ‘Escludo di ridimensionare le aree interne creando disservizi. La sanità è al primo posto nel nostro programma di governo come impatto sociale ed organizzativo. La nuova programmazione sanitaria 2016-2018 è molto più vasta e complessa del Decreto Lorenzin – ha spiegato Paolucci – e dovrà prevedere passaggi importanti sul territorio, con l’impegno che almeno la metà delle risorse messe a disposizione per il sistema sanitaria debba essere speso sul territorio. Questa scelta – ha aggiunto – è dettata dal fatto che il fabbisogno di assistenza sanitaria è cambiato ed è destinato a cambiare ulteriormente in futuro, con una domanda concentrata soprattutto sugli anziani, sulle categorie più deboli, sui non autosufficienti. A questo si aggiunge la componente demografica con un rapporto di popolazione attiva/inattiva destinato a crescere soprattutto in Abruzzo e questo di traduce in una diminuzione delle risorse disponibili. Per questo – ha aggiunto Paolucci – la nuova programmazione dovrà mettere al centro il cittadino e dare al cittadino quelle risposte che si attende, con un necessario potenziamento dell’assistenza domiciliare’.
‘Non si possono tagliare i servizi senza prima aver toccato gli sprechi’ gli fa eco il consigliere penta stellato Pettinari. ‘Andare in deroga ai dettami della Lorenzin comporterebbe uscire dal commissariamento con qualche mese di ritardo, ma significherebbe non tagliare i servizi primari’ ha concluso Pettinari.
Anche l’ex presidente Chiodi ha attaccato D’Alfonso sul suo programma di riordino della sanità regionale ‘che abbassa la qualità del servizio sanitario delle zone interne – ha spiegato Chiodi al Cologno -, procurando l’aumento immediato della mobilità passiva verso le regioni circostanti’.
Molti i manifestanti raccolti davanti all’Emiciclo, dagli ex dipendenti Ipab, ai dipendenti della provincia di L’Aquila fino ai dipendenti dell’azienda sanitaria di Chieti.