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Maxxi L’Aquila, Cialente: «Inseguiamo il BIL» foto

E’ ancora prematuro parlare di come sarà strutturato il museo di arte contemporanea che vedrà la luce negli alti saloni di Palazzo Ardinghelli a L’Aquila. Dopo la notizia di inizio agosto sullo stanziamento di 2 milioni di euro da parte del Mibact per la realizzazione di un polo di arte contemporanea nel centro storico del capoluogo abruzzese, ieri il ministro Dario Franceschini ha annunciato che sarà la fondazione Maxxi a gestire la struttura, che, di conseguenza, potrebbe chiamarsi “Maxxi L’Aquila”.

Ma chi è Maxxi? Maxxi è il Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo, con sede a Roma, prima istituzione nazionale dedicata alla creatività contemporanea. Maxxi è anche il nome della fondazione di diritto privato che gestisce la struttura, costituita nel luglio 2009 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e presieduta da Giovanna Melandri.

Proprio l’ex Ministro ha commentato così la scelta di ieri di affidare alla fondazione da lei presieduta il nuovo polo museale aquilano: «Sono lietissima che il Ministro Franceschini abbia voluto dare proprio oggi, in occasione della presentazione della XI Giornata del Contemporaneo AMACI, l’importante annuncio di MAXXI. Condividiamo pienamente l’intuizione del Ministro che dall’arte contemporanea possa venire un contributo importante alla rinascita di questa città ferita».

«Per la realizzazione di questo importantissimo progetto – continua la Melandri in una nota – abbiamo messo a disposizione del Ministro Franceschini le competenze e la collezione che la Fondazione MAXXI gestisce in quanto Museo nazionale delle arti del XXI secolo. D’altronde non sono nuove in Europa le gemmazioni di sedi distaccate di grandi musei nazionali dedicati al contemporaneo, come la Tate di Liverpool e il Centre Pompidou di Metz. Sarà un grande onore per la Fondazione MAXXI – peraltro da pochi giorni rafforzata dall’ingresso di ENEL – realizzare MAXXI L’Aquila: un polo di valorizzazione per l’arte contemporanea e di riscatto per quel territorio».

A commentare la notizia, anche il Segretario Generale della Fondazione, Francesco Spano, che in un comunicato si dice «onorato ed entusiasmato» da questa nuova sfida. «La Fondazione – dichiara Spano – in questi ultimi anni si è rafforzata nelle proprie strutture gestionali, ha visto crescere la propria collezione e ha consolidato la propria reputazione nazionale e internazionale. L’ipotesi di affiancare al polo romano altre realtà come quella che sorgerà a L’Aquila, dimostra quanto lo strumento privatistico della Fondazione sia la scelta giusta per razionalizzare risorse e per consolidare una politica culturale che promuova la conoscenza e la fruizione dell’arte contemporanea su tutto il territorio nazionale. La Fondazione MAXXI, pertanto, con le competenze acquisiste in questi anni, è pronta a cogliere la sfida offertale dal Ministro con entusiasmo e determinazione».

Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, affida al social network Facebook due riflessioni sulla notizia; nel primo post, di ieri, rimarca come questi “siano giorni difficili. Di attacchi inquietanti, di inaudita violenza,
che nascondono aspetti ancora più inquietanti, che si abbattono su questa povera comunità, proprio nel momento in cui si è compreso che quella che vediamo la, giù in fondo, e la luce che ci annuncia che il terribile tunnel che abbiamo percorso sta per finire. Eppure, arrivano notizie che mi fanno esplodere il cuore di gioia. Cosa c’è di più bello di vedere, di toccare con mano, che una tua proposta, un tuo sogno, che neanche speravi di poter discutere, trova finalmente non solo accoglimento, ma si concretizza come meglio non si poteva sperare? Il museo di arte moderna al palazzo che sin da ragazzo ho più amato, Palazzo Ardinghelli. Questa è l’Aquila del futuro. W L’Aquila. Grazie ad un grande amico di noi tutti. Grazie Dario.”

Cialente torna sull’argomento anche oggi, con queste parole: «anche questa mattina sento il bisogno di ringraziare nuovamente Dario Franceschini […]Ma vorrei fare con voi una riflessione. Vedete, l’idea della città del futuro, è come quella di un artista che si appresta a realizzare un mosaico. Quando realizzi un mosaico, cominci a raccogliere tante piccole pietre colorate. Sono tessere che devi mettere al posto giusto, dopo averle cercate, di quella forma e quel colore. E’ la stessa cosa di quando realizzi un grande puzzle. Il MAXXI non è stata un’idea buttata la, tanto per provarci. E’ un pezzo importante di un’idea di quella che dovrà essere L’Aquila del 2030. Città della cultura, dell’alta qualità dell’ambiente e della vita, della formazione ed alta formazione, dei turismi “emozionali” delle industrie ad alta tecnologia e delle grandi infrastrutture tecnologiche. Una città smart, della mobilità alternativa, attraversata da un sistema del verde, e dove il fiume ed i suoi affluenti tornino vivi e sani. Una città che non insegua il PIL, ma il BIL , il benessere interno lordo, dove ciascuno possa avere un lavoro che possa gratificarlo e permettergli di avere un progetto di vita, serena».

Quanto ai tempi di realizzazione, a breve (probabilmente entro fine anno) sarà portata a termine la prima parte dei lavori, quella più massiccia, finanziata dal governo della Federazione Russa, che riguarda parte strutturale, finiture e impianti di Palazzo Ardinghelli, la cui facciata barocca ricostruita è già ammirabile. Subito dopo, con circa 1,5 milioni di euro di finanziamento ministeriale, si passerà alla fase finale del restauro, necessaria per riportare alla luce gli apparati decorativi dell’edificio, come l’affresco del Damini sullo scalone di ingresso. Successivamente, il museo potrà insediarsi.

Per quanto riguarda l’allestimento, come dichiarato più volte dal Ministro Franceschini, si punterà all’attivazione di una rete di donazioni, che, «viste le dimensioni non grandi del palazzo, dovranno essere importanti».

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