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Settimana del Pianeta Terra, Abruzzo ‘star’ archeologica

«In Abruzzo si trova uno dei più importanti geositi del Miocene superiore con resti di vertebrati terrestri, risale a circa 9 milioni di anni fa e si trova a Scontrone, ai margini del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. Per la prima volta sarà presentata la guida dedicata a questo importante geosito, aggiornata con i dati degli studi più recenti». Lo ha annunciato Maria Adelaide Rossi, funzionario paleontologo della Soprintendenza Archeologica dell’Abruzzo.

Dal 18 al 25 di ottobre tutta l’Italia sarà protagonista di grandi eventi, ben 237 di cui 70 al Nord , molti sulle Isole, tanti al Centro e Sud del Paese . Più di 600 ricercatori impegnati per fare in modo che le geo-scienze possano entrare nelle case degli italiani, almeno 150 escursioni, più di 80 appuntamenti tra conferenze e attività all’aperto. In quei giorni il Pianeta sarà l’Italia per una kermesse senza precedenti: Settimana del Pianeta Terra , creata da due ricercatori italiani quali Rodolfo Coccioni dell’Università di Urbino e Silvio Seno dell’Universita’ di Pavia. In campo saranno università, musei, centri di ricerca . Un grande evento riconosciuto dal Miur. Il programma con tutti gli eventi è su www.settimanaterra.org.

Con l’Abruzzo l’appuntamento è per sabato 24 ottobre. Alle 16 ci sarà un briefing con la stampa a Scontrone (L’Aquila) presso il Museo Internazionale della Donna,  piazza Sangro 1. «Artiodattili primitivi, insettivori giganti, uccelli, coccodrilli e tartarughe erano gli antichi abitanti di quelle terre tanto diverse da oggi – spiegano i promotori dell’iniziativa – la presentazione della guida didattica sarà un momento importante per conoscere i risultati dei nuovi studi e una occasione per visitare il centro di documentazione paleontologico “Hoplitomeryx”, dedicato all’importante geosito del Miocene superiore: il sito di Scontrone. Nel museo si potranno vedere gli eccezionali reperti e un suggestivo diorama che ripropone l’antico ambiente».

Quale era la geologia dell’area? Quale era la paleogeografia? Chi abitava quelle terre emerse? Quali possono essere state le cause di morte? Le risposte saranno tutte nella guida, ricca di cartine e di illustrazioni eseguite con grande dettaglio.

«Il giacimento fossilifero è contenuto nella formazione nota come Calcareniti di Scontrone – ha spiegato Rossi – e va ricondotto ad un ambiente deposizionale di pianura costiera, solcata da canali tidali e battuta dai venti, che evolve verso l’alto ad una laguna costiera temporaneamente interrotta dall’instaurarsi di barre costiere. Il giacimento di Scontrone risale a poco più di nove milioni di anni fa e la fauna che lo caratterizza è rappresentata da artiodattili primitivi, gli hoplitomerycidi, da un insettivoro gigante, Deinogalerix, sul quale recenti studi hanno fornito interessanti novità che presenteremo proprio il 24 ottobre, poi da un uccello, un anseriforme di grandi dimensioni, infine dai rettili presenti con una specie non identificata del genere Crocodylus, che qui a Scontrone rappresenta la più antica presenza in Italia, e numerose testuggini palustri appartenenti al genere Mauremys e altre di taglia medio-grande non ancora identificate. Hanno partecipato alla realizzazione di questa guida, curata dal Servizio Geologico e Paleontologico della Soprintendenza Archeologica dell’Abruzzo, specialisti di diverse Università italiane che hanno lavorato su questo giacimento: Paul Mazza dell’Università di Firenze, Etta Patacca e Paolo Scandone dell’Università di Pisa, Massimo Delfino e Marco Pavia dell’Università di Torino e Federico Masini dell’Università di Palermo».

Immagine tratta dal sito istituzionale del Comune di Scontrone.