IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio

Bocciate le coccole di D’Alfonso alle cliniche private

L’Aquila – Fermare immediatamente D’Alfonso e la sua politica sanitaria. «Mi sono già attivato, anche con i colleghi consiglieri di Forza Italia, per richiedere l’accesso agli atti e verificare se i rilievi del Ministero corrispondano alla realtà. Se così fosse, il gioco spericolato di D’Alfonso sulla salute dei cittadini va immediatamente fermato».

E’ il commento del presidente emerito Gianni Chiodi (Fi) alle indiscrezioni pubblicate oggi sui rilievi che sarebbero stai mossi dal ministero della Salute ai nuovi contratti approvati dalla Regione Abruzzo per le prestazioni sanitarie in convenzione con le cliniche private.

 

Per Chiodi «è sconcertante apprendere che lo scorso luglio, oltre alla coccola di 8 milioni di euro, il presidente della Regione D’Alfonso abbia tentato di abolire dal contratto con le cliniche private la clausola di «non remunerabilità delle prestazioni extra-tetto».

 

Se le notizie raccolte dalla giornalista Lilli Mandara e pubblicate oggi sul suo blog fossero esatte, vorrebbe dire che D’Alfonso non ha tardato molto a fare quello che tutti temevamo facesse: tornare a sovvenzionare ab libitum, con i soldi pubblici, le cliniche private, senza mettere più alcun limite alle loro richieste. In pratica, lo stesso sistema che per trent’anni ha ricoperto di debiti i cittadini, portando al commissariamento della Regione.

Allo sconcerto si aggiunge la beffa se si considera che lo stesso presidente nonché commissario alla sanità D’Alfonso, proprio in questi giorni, con il pretesto del rientro dal commissariamento, continua a imporre la chiusura dei punti nascita e nosocomi pubblici in tutta la Regione. Evidentemente, un indirizzo politico totalmente opposto a quello che avevo personalmente perseguito nella passata legislatura, dove agli inevitabili tagli agli sprechi nel settore pubblico, avevo pero’ imposto dei limiti rigorosi alle cliniche private.

 

«L’unica notizia positiva- conclude Chiodi- è che a Roma nessuno si lascia abbindolare dagli improbabili neologismi di D’Alfonso. Con i numeri non si può fare i parolai, e al Ministero della Sanità avrebbero preteso anche di sapere perché la Regione ha aumentato il budget alle cliniche private di otto milioni quando l’incremento di spesa per il 2014 era stato di 5.836.030 euro. Esattamente come avevamo denunciato lo scorso luglio».

X