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«La ‘Città ideale’ di Cialente richiamerà la diaspora dei giovani»

di Amedeo Esposito

I tantissimi giovani (se ne sono contati oltre cinquemila) che hanno partecipato venerdì scorso a Sharper, la notte della scienza, all’unisono hanno espresso “voglia di città“. E, guarda caso, sembra essere quella che va delineando, per il 2030, il sindaco Massimo Cialente: bellissima, scientifica, custode del passato per proiettarsi nel futuro e dare occasioni di lavoro innanzitutto ai giovani, entro una città con un turismo di qualità, tutto da costruire.

La notte europea dei ricercatori ha vivificato quella parte dell’Aquila tornata visibile ed anzi esaltata dal progetto della Re Place che, con la sua opera inedita luminosa, nella luce ha invitato ad “ascoltare” l’aquilanità del castello cinquecentesco, del chiostro di palazzo Fibbioni, come quello di Porcinari, percorrendo quel che nei secoli s’è detto fino a giungere a noi dinanzi alla fontana monumentale della Genca (fontana luminosa).

Sarebbe riduttivo ritenere la “notte europea aquilana” solo luce diffusa e musica colta. Essa infatti ha dato ai tanti giovani in festa soprattutto il senso dell’esistenza, perché hanno scoperto (chi lo ha voluto) la profondità anche nella cosa apparentemente superficiale e la superficialità nella cosa apparentemente profonda. Così è sembrato l’intervento del professor Redi, dell’università aquilana, che, entro l’antico palazzo Cappa, nel “quarto” di Santa Maria Paganica, seguendo le “cronache” di Buccio di Ranallo, ha dato forma viva all’Aquila medievale, calandola in quella che faticosamente si va ricostruendo, proprio per renderla “bellissima”, come già è visibile nelle imponenti facciate dei palazzi gentilizi restituiti al patrimonio artistico-urbano della città. Intervento inclusivo, ovviamente, dei grandi interrogativi della scienza, passando per il mondo produttivo, come quello della Dompè, della Menarini e ancor più dell’internazionale Aventis di Scoppito: nucleo industriale farmaceutico volto al futuro. Realtà dalla quale, con i laboratori del Gran Sasso dell’Infn, delle scuole – Gran Sasso Science Institute e International School Of Space Science – e dell’Università, Cialente fa discendere il “verde splendente” che dovrà avvolgere la città del 2030, perché sia offerta ai turisti, al pari di tanti rinomati centri del Nord Europa.

Dunque, una nuova città è possibile e capace, a breve, – per le occasioni di lavoro che potrà offrire – di consegnare alla grande diaspora dei giovani aquilani (il nucleo più numeroso ora è a Berlino) la millenaria speranza ebraica: “l’anno prossimo ad Israele!” con: “l’anno prossimo all’Aquila” per partecipare all’edificazione del suo futuro: rinnovata ed ospitale, e soprattutto “bellissima”.