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L’Aquila, finiti insegnanti di sostegno

di Roberta Galeotti

E’ tempo di conti questo per gli insegnanti precari della Buona Scuola Italiana.
Buona solo sulla carta, perchè in grado di lasciare dei bambini ‘diversamente abili‘ soli in classe dopo tre settimane dall’inizio dei corsi.
Sì, perchè in Italia le cose vanno così, la burocrazia detta i tempi e le persone indifese subiscono le angherie.
E’ così che decine di genitori in questi giorni stanno tentando di difendere i diritti dei loro poveri bambini dalle angherie, dalla cecità e dalla ingiustizia della burocrazia della scuola italiana. Dalla cecità di un sistema malato ed ingiusto.

Abbiamo smesso di essere un paese civile, quando abbiamo iniziato ad abbandonare le persone in difficoltà. Così quest’anno i genitori dei ragazzi con il sostegno, cioè con il riconoscimento della Legge 104, hanno dovuto imparare a fare i conti anche con l’assenza dell’insegnante. «Siamo alla terza settimana di lezione ma ancora non vengono nominati dagli istituti gli insegnati di sostegno» ci spiega Luisa* mamma di un ragazzo con un deficit dello sviluppo che frequenta una scuola media dell’Aquila.

«Tre settimane – aggiunge – in cui i ragazzi sono da soli in classe senza riuscire a seguire le lezioni, senza avere qualcuno vicino che li indirizzi e li guidi, senza l’insegnante di sostegno che prepari mappe tematiche o semplifichi i compiti». Una situazione vergognosa.

I ragazzi con deficit combattono ogni giorno per dimostrare al mondo di riuscire a fare le cose, tutte quelle cose che per TUTTI gli altri sono facili e NORMALI. Il ragazzo con deficit non vuole sentirsi diverso e non vuole essere messo al centro dell’attenzione. Non vuole il nostro sguardo pietoso addosso e non vuole sconti. Vuole solo essere compreso, capito… vuole lo spazio ed il tempo per potersi esprimere con i suoi tempi.
Non sentirsi sbagliato, non doversi isolare, non doversi giustificare… questo sarebbe normale in una società civile.

Ma in questa società spietata e inumana in cui gli insegnanti di classe spesso sono i primi a non saper gestire le difficoltà dei bambini con la Legge 104, non possiamo meravigliarci se i bambini stessi sono abbandonati e costretti a restare da soli in classe.

«Ho dovuto litigare e gridare con la segreteria della scuola per far capire che mio figlio non può rimanere da solo, parcheggiato per ore in classe – ci spiega Luisa -. La scuola segue l’iter che la normativa prevede ma la verità è che non riesce a trovare insegnanti che accettino supplenze per pochi mesi».
Noi del Capoluogo ci siamo recate presso l’Ufficio Scolastico Regionale per capire cosa stesse succedendo e poi in quello Territoriale di competenza della provincia di L’Aquila ed abbiamo appurato che la graduatoria delle insegnanti di sostegno sia esaurita.

«La legge prevede, quindi, che la scuola scorra la propria graduatoria interna chiamando tutti gli insegnanti in ordine decrescente – continua Luisa spiegandoci l’evoluzione degli eventi -. In questo momento dell’anno gli insegnanti cercano di accettare le supplenze annuali o comunque quelle più lunghe, così non rispondono al telefono della segreteria che offre le supplenze brevi per non rifiutare. Se rifiutano, infatti, – prosegue la mamma affranta – vengono cancellate dalla graduatoria interna; non rifiutando, però, non consentono alla segreteria della scuola di procedere nello scorrimento della graduatoria e così si inceppa il sistema».

Un sistema già poco rodato se si pensa che i ragazzi ‘diversamente abili‘ non sono tutelati dalla continuità didattica e, se non hanno la fortuna di incontrare una insegnante di sostegno di ruolo, sono costretti a cambiare un insegnante ogni anno. Una tragedia per il bambino con disabilità che spesso è talmente chiuso in se stesso da impiegare mesi interi prima di riuscire ad interagire nel modo giusto con una insegnante di sostegno. «Mio figlio ha cambiato insegnante di sostegno per ogni anno scolastico – conclude Luisa -, persino nei 5 anni della scuola elementare non siamo riusciti ad avere la continuità didattica (cioè la stessa insegnante di sostegno dalla prima alla quinta classe, ndr). Siamo arrivati alle medie e, purtroppo, l’insegnante di sostegno di ruolo è in malattia per qualche mese, così dovremo sperare di trovare almeno un supplente unico per l’intero periodo di assenza».

*Luisa è un nome di fantasia usato per proteggere l’identità della mamma.