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Avezzano, Di Pangrazio annuncia ma non fa

L’Angolo dell’ironia

Anche oggi il sindaco di Avezzano Di Pangrazio inonda le redazioni dei giornali con le sue letterine. Eh già, perché Di Pangrazio comunica su tutto e di più: dal taglio di un albero allo spurgo di una fogna, da un momento cerimoniale ad un convegno contabile, Di Pangrazio è un sindaco onnipresente e non si lascia sfuggire occasione per magnificare la sua immagine con una comunicazione battente, continua, sempre oltre ogni misura. Un Sindaco che, evidentemente, si sente sempre in campagna elettorale, tant’è che la gente si chiede quando e come trovi il tempo di fare il sindaco, dato che sta sempre in posa per farsi fotografare, tagliare nastri, scrivere su facebook ed altre simili castronerie tipiche di una politica ridotta al mero annuncio e continuo presenzialismo senza costrutto alcuno.

Ma le letterine dove il Sindaco dà il meglio di sé sono quelle delle promesse impossibili e del capro espiatorio.

E’ il caso della letterina di oggi, dove il Di Pangrazio tuona con il presidente della Regione, D’Alfonso, per la mancata apertura dell’Interporto di Avezzano. L’apertura dell’Interporto è stato uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale dei f.lli Di Pangrazio (Gianni è sindaco di Avezzano, Peppe è presidente del Consiglio regionale, anche se in pochi se ne sono accorti).

La letterina di Gianni a D’Alfonso è subdola, perché mira a mettere in imbarazzo il presidente della Regione che viene indicato come il “capro espiatorio” per il fallimento della promessa elettorale dei f.lli Di Pangrazio. Un facile capro espiatorio, perché l’apertura dell’Interporto è appunto una promessa impossibile. E particolarmente impossibile è l’apertura entro il 2015, come chiede il sindaco, perché lo stabile non è completo, nel frattempo è stato gravemente danneggiato dai vandali (che tra le altre cose hanno rubato tutti i cavi elettrici) e manca ogni idea su chi debba gestire la struttura (operatore pubblico o privato o misto).

La verità vera è che l’interporto di Avezzano non aprirà mai, lo sanno pure i muri e lo sanno pure i Di Pangrazio. Non aprirà perché è un doppione dell’Interporto di Manoppello, che arriva appena a quadrare i conti in una Regione di appena un milione di abitanti che non può assolutamente permettersi la megalomania di due interporti! Insomma, un solo Interporto basta ed avanza, e la Regione, già prima di D’Alfonso, scelse chiaramente Manoppello perché meglio posizionato e meglio servito da strade, autostrada e ferrovia.

L’interporto di Avezzano è defunto prima di nascere, tant’è che, come i dipangrazi sanno benissimo ma fanno finta di non sapere, la Regione sta cercando una sistemazione alternativa per la struttura di Avezzano che già ospita la Croce Rossa regionale e potrebbe diventare centro logistico fondamentale per la Protezione civile abruzzese.

Ben strano inoltre il fatto che il sindaco, che dispone del fratello presidente del Consiglio, scriva a D’Alfonso per parlare dell’interporto…. ah, dimenticavamo: per il sindaco l’importante è fare il comunicato stampa, e con la letterina a D’Alfonso si fa più scena sui mass-media.

Ma di che parliamo, f.lli Di Pangrazio? E’ ora di fare i fatti, non le chiacchiere.

di L.S.

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