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Liquami e salmonella a Teramo, 59 parti civili a processo

Cinquantanove parti civili tra cittadini, associazioni di albergatori, operatori turistici, associazioni ambientaliste (esclusione della Lega per l’abolizione della caccia) sono stati ammessi al processo per il mancato funzionamento del depuratore che a Ferragosto del 2010 sversò nel torrente Vibrata, a pochi passi dalla foce fra i territori di Alba Adriatica e Villa Rosa di Martinsicuro, nel Teramano, liquami non trattati per cui finirono in ospedale diverse persone tra cui molti bambini per salmonella e rotavirus.

Il gup di Teramo, Domenico Canosa ha ammesso questa mattina le parti civili durante l’udienza preliminare per l’inchiesta, condotta dal pm Laura Colica, relativa al mancato funzionamento degli impianti di trattamento acque reflue di Alba Adriatica-Villa Rosa e dell’entroterra vibratiano (Sant’Omero, Sant’Egidio alla Vibrata, Nereto e Corropoli). Gli indagati sono sei, tutti ex amministratori e tecnici della Ruzzo Reti Spa. Le accuse, a vario titolo, per cui è stato disposto il rinvio a giudizio come richiesto dal pubblico ministero, sono di disastro ambientale ed epidemia colposa fino alle lesioni.

La procura ha sostenuto in questi anni di indagine che tutto è avvenuto per il cattivo funzionamento dei depuratori che, a partire dal 2007, avrebbero riversato sostanze inquinanti nel torrente Vibrata e, di conseguenza, in mare.

L’epilogo nel 2010 che compromise la stagione turistica. I casi raccolti dalla procura sono oltre 200.