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Bagutta: le camicie di Renzi sono amate in tutto il mondo

di Marzia Ponzi

Camicia, simbolo di eleganza e sobrietà, ma non solo. In Italia camicia vuol dire settore tessile, vuol dire imprenditoria, sviluppo e ricerca di mercati esteri interessati al made in Italy, ancora. Il nostro made in Italy ha nomi e cognomi, volti e storie ed è una di queste che il Capoluogo vuole raccontarvi con l’intervista ad Antonio Gavazzeni, amministratore delegato di C.I.T. S.p.a. azienda produttrice dello storico marchio Bagutta. Lui è il rappresentante, insieme al cugino Andrea, della terza generazione di una famiglia che ha portato il proprio prodotto in giro per il mondo da Tokio a New York ed è, quindi, uno di quegli imprenditori che sanno bene quali siano le esigenze dei nuovi mercati come la Cina e il Brasile, tra i primi ed i più importanti importatori dei nostri prodotti. Creatività, altissima qualità e tempi di consegna stretti ma imprescindibili. Sono questi gli elementi chiave per ottenere un prodotto di successo. Caratteristiche che devono tener presenti tutti gli imprenditori italiani medi e grandi che vogliono vincere la scommessa del mercato globale, nel quale, a quanto pare, c’è ancora spazio per i nostri prodotti. I migliori, ovviamente.

Che le camicie Bagutta siamo un fiore all’occhiello del nostro mercato deve essersene accorto anche Matteo Renzi. Il premier infatti sceglie il marchio bergamasco fin dai tempi in cui era semplicemente, si fa per dire, il sindaco di Firenze. La sua scelta è scontata quanto obbligata, taglio classico, fit moderno con collo italiano e senza taschino, quasi sempre in bianco, fatta eccezione per qualche castigatissimo rigato sui toni dell’azzurro, da indossare con moderazione. Anche il messaggio è scontato ma obbligato: scegliere il made in Italy è un dovere di tutti gli italiani e non c’è miglior modo di impartire una lezione se non quello di seguirla noi per primi.

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