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Re_Place, luci tra i cantieri

Mancano pochi giorni alla nuova edizione di Re_Place “la città si illumina di nuovo”, iniziativa ideata da Germana Galli e promossa dalla rivista MU6 e della Associazione Amici dei Musei d’Abruzzo. Si tratta, in particolare, di un progetto di arte contemporanea legato al post-sisma che ha colpito la città il 6 aprile 2009.

Il rapporto tra spazio urbano e società, i temi della rinascita e della riappropriazione dei luoghi pubblici come bene comune, l’identità, ma anche l’esigenza di ricordare ponendo uno sguardo di soddisfazione sulle architetture recuperate sono i temi cardine dei lavori scelti dalla giuria. Dopo il dialogo avviato con gli artisti nelle precedenti edizioni, e in occasione dell’anno internazionale della luce e delle tecnologie basate sulla Luce (IYL2015), con questa V edizione, che inizierà il 24 settembre al tramonto, Re_Place “la città si illumina di nuovo” è diventato un concorso per artisti, chiamati a proporre un progetto di opera luminosa inedita per ridare luce, ma anche un nuovo senso a palazzi, porticati e mura.

La giuria – formata da Antonella Muzi, dipartimento educazione Museo Maxxi di Roma docente e educatore museale del Museo MAXXI di Roma; Gabi Scardi, curatrice e docente presso l’Università Cattolica di Milano e Marco Brandizzi, direttore dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila – riunitasi a L’Aquila sabato 18 luglio, ha selezionato le installazioni site-specific che “daranno luce” alla V edizione di Re_Place. Gli artisti, provenienti da tutta Italia e da generazioni differenti, che avranno questo importante compito sono: Collettivo Illumin-AZIONE (composto da Stefania Cupillari, Federico Cecchi, Alice Orlando, Silvia Salvatore, Santo Sipione), Iolanda di Bonaventura, Stefano Divizia, Piotr Hanzelewicz, Simone Pappalardo con Gianni Trovalusci, Sara Ricciardi, Meri Tancredi, Enzo Umbaca.

Il 24 settembre alle ore 19 il Castello Cinquecentesco, in via di restauro, comunicherà la sua re-esistenza con una provocazione di Stefano Divizia, mentre Sara Ricciardi animerà le finestre di Palazzo Ciavola Cortelli Porcinari restituito alla originale splendida architettura. I portici, luogo simbolo di ritrovo dei giovani, saranno ripopolati da ombre e luci di Meri Tancredi; Iolanda Di Bonaventura restituisce i battiti della vita ad una strada strangolata dai cantieri; il collettivo Illumin-AZIONI, grazie ad un sistema di sensori, utilizzerà l’energia prodotta dall’entrata dei visitatori al Gran Sasso Science Institute per colorare di luci le finestre dell’edificio mentre le mura cittadine emaneranno bagliori da un sistema di lenti di Piotr Hanzelewicz.

Il 25 settembre si aggiungono a queste installazioni due lavori in divenire: alle ore 21 e alle 22 nel chiostro di Palazzo Fibbioni, nuova sede del Comune, il lavoro luminoso di Simone Pappalardo incontra i suoni di Gianni Trovalusci per un coinvolgimento di luce e musica; alle ore 22.30 la performance collettiva di Enzo Umbaca, che parte dalla Fontana Luminosa, renderà protagonisti i cittadini che, come uno sciame di lucciole, illumineranno il buio.

Con Re_Place, il potere dell’arte è chiamato non solo a tenere accesa la memoria – ribadendo che il patrimonio storico e culturale dell’Aquila è un bene comune che non deve essere dimenticato dall’opinione pubblica – ma anche a portare nuova luce su un progetto di futuro ora prossimo. Con questo obiettivo, la prima edizione di Re Place si è svolta nel 2010 in occasione dell’anniversario del sisma, alle 3.32, stessa ora della scossa principale, con un’opera di luce di Mario Airò, a cura di Pier Luigi Sacco, che si è accesa in opposizione al buio, fisico e psicologico, della città. La seconda edizione, nel 2012, ha invitato gli artisti Giovanni Albanese, Carlo Bernardini, Fabrizio Corneli, Licia Galizia e Michelangelo Lupone a intervenire, con un contributo critico di Massimiliano Scuderi, insieme agli studenti d’arte aquilani, con opere luminose e sonore in quattro luoghi simbolo della città e del suo patrimonio culturale e identitario. Il 2013 ha proposto un progetto pilota di una installazione permanente di lighting design, coinvolgendo lo Studio Annunziata e Terzi in una riqualificazione “luminosa”, di un luogo simbolo per la socialità di una comunità ancora dispersa: il Parco del Sole, il più importante polmone verde della città, adiacente la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, luogo simbolo di spiritualità e fede. Il 2014 ha portato invece a L’Aquila il messaggio del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto ad accompagnare il processo di rinascita della città e del suo territorio.

LA MAPPA DEGLI INTERVENTI LUMINOSI

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GLI ARTISTI E I PROGETTI

Iolanda Di Bonaventura

[i]Beating Heart, video-installazione[/i]. Il perimetro della città dell’Aquila si pone davanti agli occhi di chi guarda come un’apparizione: il video sovrappone la pianta della città a quella di un cuore umano e, pulsando, esprime la tensione vitale che dovrebbe animare gli abitanti di ogni città, facendoli diventare una comunità, un organismo vivente.

Luogo di installazione: angolo tra via Rosso Guelfaglione e via Dragonetti, zona Piazza Duomo.

Enzo Umbaca

[i]Come lucciole, performance[/i]. Protagonisti della performance sono comuni cittadini coinvolti dall’artista in una passeggiata per le vie del centro cittadino. Ciascuno sarà dotato di un puntatore laser e, come un grande sciame di lucciole, restituirà luce alla città. Il gruppo si ritroverà poi sul prato antistante la basilica di Santa Maria di Collemaggio per illuminare un simbolo del patrimonio identitario della città. A documentare la performance resterà una serie fotografica e una scultura realizzata con i laser verdi utilizzati durante l’azione collettiva.

Luogo di installazione: strade del centro storico; prato antistante la basilica di Santa Maria di Collemaggio.

Sara Ricciardi

[i]Life behind the window, installazione[/i]. In attesa che il restaurato palazzo Ciavola Cortelli Porcinari venga ripristinato nella sua destinazione d’uso originaria, le finestre tornano a raccontare pezzi di vita. Brevi video che, attraverso ombre, parole, immagini, lasciano intravedere la ricchezza e la complessità del vivere quotidiano.

Luogo di installazione: Palazzo Ciavola Cortelli Porcinari.

Stefano Divizia

[i]Loading, installazione[/i]. Una grande scritta al neon analoga a quella della barra del loading sui pc, mostra visivamente lo stato di avanzamento nel caricamento di un programma. Così, collegando il mondo virtuale a quello reale, l’opera mostra il faticoso percorso che coinvolge tutti verso il “caricamento” del grande programma di ricostruzione materiale e di rinnovamento sociale e civile dell’Aquila e del mondo intero.

Luogo di installazione: Tetto del Forte Spagnolo.

Piotr Hanzelewicz

[i]Lunaria Annua, installazione[/i]. Prende le mosse da una ricerca sull’arbusto spontaneo lunaria annua le cui piccole foglie piatte, seccandosi, diventano argentate e riflettono la luce. Così le diverse postazioni dell’installazione (in numero variabile) proiettano sulla superficie delle mura cittadine, mediante un sistema di lenti, l’ombra di questa pianta che emana bagliori come la luna.

Luogo di installazione: Mura urbiche.

Collettivo illumin-AZIONI

[i]Re-azione, installazione[/i]. L’installazione indaga il principio di reazione applicandolo ai meccanismi sociologici del vivere collettivo. I passanti contribuiscono, con la loro energia, a dare luce alla sede di una delle istituzioni scientifiche cittadine: salendo le scale d’ingresso del GSSI verrà prodotta l’energia per illuminare i profili delle finestre della facciata in un’unica, grande, azione di luce collettiva.

[i]Luogo di installazione[/i]: Facciata del Gran Sasso Science Institute.

Meri Tancredi

[i]Leukos, installazione[/i]. Cattura attimi di vita reale – ombre di persone che passeggiano in una qualunque strada cittadina – e li trasferisce dove la vita è stata spazzata via in un attimo. Proiettate a terra, le immagini tornano a popolare discretamente alcuni luoghi della città, lasciando intravedere il futuro.

[i]Luogo di installazione[/i]: Portici, Corso Vittorio Emanuele II.

Simone Pappalardo

[i]Rizoma Alcina, installazione[/i]. Utilizza la luce per creare una selva di suoni che popolano lo spazio. Tronchi restituiti dal mare diventano l’alloggiamento di dispositivi meccanici ed elettronici di riciclo che, attivati da fonti luminose e dal movimento delle persone, generano suoni. Il connubio tra luce e musica, due linguaggi immateriali, riempie fisicamente lo spazio e coinvolge in modo sinestetico la percezione dei visitatori. L’installazione viene “attivata” dalla performance del musicista Gianni Trovalusci.

Luogo di installazione: chiostro di Palazzo Fibbioni, nuova sede del Comune de L’Aquila.