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L’Aquila Calcio-Pontedera, parola ai protagonisti

di Claudia Giannone

È Giordano Maccarrone, difensore aquilano ripreso nel corso del mercato estivo e tornato con entusiasmo nel capoluogo abruzzese, il primo a giungere in sala stampa al termine dell’incontro vinto dal Pontedera sul terreno di gioco del “Fattori”. Errori commessi, poche occasioni realmente create e la consapevolezza di andare avanti gettando un occhio a ciò che è stato fatto e un occhio a ciò che ci sarà da fare.

«Abbiamo preso goal a freddo – spiega – abbiamo creato poco e non siamo riusciti a recuperare. Loro sono una squadra di giovani che sa giocare bene a calcio, abbiamo perso e non siamo riusciti a segnare. Sconfitte di questo tipo ci possono fare solo bene: se non si lotta, non si giunge a nulla, con chiunque si giochi. Mi sembra giusto pensare agli errori, ma anche al prossimo incontro».

{{*ExtraImg_254331_ArtImgRight_300x200_}}Microfono passato a Carlo Perrone, consapevole degli sbagli e dei limiti che la squadra ancora ha. «Nel primo tempo eravamo un po’ lunghi – sottolinea – avevano troppo spazio per giocare. C’era un po’ di scoramento da parte di alcuni che portava a non correre. Per quanto riguarda le giocate centrali, alcune volte abbiamo insistito centralmente quando potevamo allargarci sugli esterni, ma si tratta di scelte che si fanno». «C’è stato qualche momento – aggiunge – in cui abbiamo subìto e non abbiamo scaricato palla, ma non nella ripresa. Bisogna avere lo spirito battagliero che abbiamo avuto nel secondo tempo: senza quello non andremo lontano. Oggi non meritavamo la sconfitta, non entro nel merito delle decisioni arbitrali ma per come abbiamo fatto non è stato giusto perdere».

Primo match stagionale in cui L’Aquila si trova sotto di una rete: forse dei problemi proprio per recuperare il risultato, forse delle difficoltà nel trovare lo spunto positivo per riequilibrare la situazione. «Sicuramente – conclude – quando si va sotto, si cerca di risolvere la partita per conto proprio: si tende a giocare più individualmente, come è successo in diverse situazioni. Non era facile trovare l’imbucata o il passaggio smarcante: abbiamo provato anche con il tiro da fuori o con azioni di aggiramento, ma non siamo riusciti a cambiare il risultato».

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