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L’Aquila Calcio, Perrone: «Spirito e qualità»

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di Claudia Giannone

L’Aquila si prepara ad un nuovo match, dopo le prime due vittorie stagionali. Contro Pistoiese e Arezzo le cose sono andate nel migliore dei modi, con tre punti conquistati in ognuno dei due incontri, ma adesso l’avversario cambia ancora una volta il proprio viso. Giunge nel capoluogo abruzzese il Pontedera: nella sfida di sabato 19 settembre alle ore 15, i rossoblù si ritroveranno tra le mura del “Fattori”, questa volta orfani di Piva a causa dell’espulsione che lo terrà lontano dal campo, per affrontare il terzo incontro della stagione.

«Sicuramente – ha affermato il tecnico Perrone in conferenza stampa – il Pontedera è una squadra giovane rispetto alle altre, questa è sempre stata la loro politica: ha sempre tirato fuori ottimi giovani che ora giocano in categorie superiori. Tutte le partite sono difficili, ci sarà sempre bisogno dello spirito che abbiamo dimostrato: dal punto di vista della qualità, dovremo fare molto e dimostrarci propositivi».

In relazione alla squadra che scenderà in campo, come già annunciato l’unico assente sarà Piva: tornano i ventitre convocati, ma solo undici saranno in campo dal primo minuto. Un punto fermo è ormai rappresentato da Maccarrone, che sta dando forma alla difesa. «Abbiamo beneficiato dell’innesto di Maccarrone, che per ora sta giocando fisso con Anderson. Centralmente stiamo crescendo. Ceccarelli sarà molto motivato, come anche Sandomenico: devono dimostrare le loro qualità senza avere pause o flessioni. Il modulo sarà il solito 4-3-3: se avessimo utilizzato questo modulo ad Arezzo, avremmo avuto molte difficoltà in più».

Proprio per quanto riguarda la trasferta di domenica scorsa, il mister spende qualche parola in più per discutere di quella che è stata la sfida in generale, con una particolare nota riguardante la scelta del modulo.

«Abbiamo tenuto molto poco palla, alcune volte l’abbiamo regalata, un po’ per la pressione, un po’ per il nostro affanno. Per non aver paura, bisogna conoscere se stessi e il nemico: conoscendo i miei e l’avversario, ho sempre rispetto. In tante situazioni ho adattato le mie formazioni a quelle degli avversari, per non andare verso inconvenienti».

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