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Cane «maltrattato» sul balcone, proprietario a processo

Il proprietario di un cane finisce sotto processo, davanti al giudice del tribunale monocratico di Pescara, con l’accusa di maltrattamenti al suo animale, che ospitava sul balcone del proprio appartamento a Montesilvano (Pescara). Adesso, rischia una pena fino a 18 mesi di reclusione e un’ammenda fino a 30 mila euro, per il reato di maltrattamento di animali.

I fatti risalgono al maggio del 2014, quando un dirimpettaio dell’imputato iniziò a notare le presunte sevizie che si consumavano su un balcone del palazzo di fronte, ai danni di un cane di tipo volpino. L’uomo registrò un video e lo consegnò al comando del Corpo Forestale di Pescara. Subito scattarono le indagini, culminate con l’identificazione e il rinvio a giudizio del proprietario del cane e con il sequestro e l’affidamento dell’animale ad una associazione. Il processo, rinviato al prossimo 15 ottobre, è ancora in fase di istruzione dibattimentale.

«Sarà il magistrato a giudicare il comportamento e le responsabilità del protagonista di questo caso – spiega Michele Pezone, avvocato di parte civile per conto della Lega nazionale di difesa del cane, associazione della quale è anche presidente – Questa vicenda, però, ha già dimostrato come l’inasprimento delle pene, a seguito delle nuove norme introdotte nel 2004, stia producendo i suoi effetti, visto che prima questi reati erano puniti con una semplice contravvenzione e quasi mai culminavano in una condanna, che in ogni caso non superava qualche centinaia di euro, mentre adesso non solo abbiamo pene più severe, ma si è innescato un meccanismo virtuoso che consente sia ai magistrati che agli inquirenti di intervenire con tempestività e solerzia, riservando una maggiore considerazione a questo tipo di reati».