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L’Aquila si appella al sindaco: #UnaStradaPerMario

di Gioia Chiostri

Una lavatrice lo incoronò eroe moderno di una generazione di disillusi. Si compie oggi un compleanno assai particolare: uno di quelli che fanno parte del sangue della gente comune, di chi, in poche parole, si alza all’alba per andare a lavorare e che, col peso dei giorni precedenti in groppa alla schiena, va a rivendicare la propria sacrosanta pagnotta.

«Mario Magnotta rappresenta la lotta di un semplice cliente contro i poteri forti, la grinta del piccolo contro l’autoritarismo del grande, la battaglia eterna di Davide contro Golia». La satirica pagina aquilana di ‘[i]Ngulo che Strina[/i]’, attiva su Youtube e su Facebook, si lascia scappare una lacrima di nostalgia. Era il 16 settembre del 1987, quando, in un giorno di fine estate, un semplice bidello in pensione dell’Istituto Tecnico Commerciale del capoluogo passò alla storia per aver detto No all’imposizione di un contratto con una serie di ‘clausole capestro’, fra cui l’acquisto obbligato e periodico di elettrodomestici ogni due o tre anni. Tutto a causa di una lavatrice. Il bidello si oppose in tutti i modi e in tutte le salse, in stile ‘lotta di classe’, ma tutta aquilana.

{{*ExtraImg_254061_ArtImgRight_264x395_}}Mario Magnotta è scomparso oramai da sei anni. Se n’è andato nella notte tra il 4 e il 5 gennaio, presso l’ospedale San Salvatore di L’Aquila, dove era ricoverato per un’embolia polmonare molto estesa. «Colgo l’occasione – afferma l’ideatore di ‘Ngulo che Strina’, oramai amico de IlCapoluogo.it – per rilanciare un’idea che sono sicuro giaccia nel cuore di ogni aquilano che si rispetti: si nomini una via per il nostro Mario. Caro Massimo Cialente, accogli il desiderio dei tuoi concittadini». Una richiesta insolita, proveniente dal popolo del web. Un plebiscito popolare alla base dell’idolatria di un personaggio nato grazie al suo essere, alla fine dei conti, esageratamente ‘normale’.

Lo scherzo telefonico della lavatrice, che inizialmente avrebbe dovuto riassumersi un caso sporadico, ideato da alcuni suoi ex alunni, si è trasformato, grazie anche al carattere burrascoso del protagonista aquilano, in una serie di telefonate tutte vertenti sullo stesso argomento, di cui sono rimaste 4 registrazioni. Ed è stata proprio l’ultima chiacchierata di ‘cornetta’ a sancire il mito ‘Magnotta’, la quale, molto più breve, terminava con una vera e propria esplosione di rabbia. Celebre la frase finale: ‘[i]Mi iscrivo ai terroristi[/i]’.

Lo ‘scherzo della lavatrice’ è circolato per mezza Italia, prima su cassetta, poi, molto più comodamente, su Internet, decretando in maniera assoluta il successo dei un personaggio costruito per sbaglio. Esiste, ad oggi, anche un sito a lui dedicato, magnotta.it, che è, per giunta, uno dei più cliccati sulla rete.

Gli ultimi giorni della sua vita, lo hanno visto assai deluso nei confronti di una città che «non gli piaceva più», insistendo anche sul fatto di volersene andare via per sempre. Scomparve prima del grande sisma, prima che la sua città natale venisse ingoiata dal disastro, dal dolore e dallo scandalo. Chissà cosa penserebbe oggi di L’Aquila, Magnotta, e se, in fin dei conti, quella benedetta lavatrice, non l’avrebbe magari regalata poi a chi, in una notte, perse in un sol fiato tutta la quotidianità.

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