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L’Aquila, lo scandalo dei buoni pasto

Nonostante i tanti articoli e le tante polemiche nessuno sforzo è stato fatto dagli uffici comunali, nemmeno in questo momento caldo in cui tutte le famiglie di tutti gli studenti aquilani devono ritirare i buoni mensa dopo l’inizio delle lezioni.

{{*ExtraImg_254057_ArtImgRight_300x339_}}Lo sportello del diritto allo studio resta aperto poche ore a settimana: lunedì e giovedi mattina dalle 9.30 alle 13.30 e il mercoledì pomeriggio dalle 15.30 alle 17.30.

Sono migliaia i genitori costretti a file interminabili, ammassati come animali in ambienti insalubri. Anche oggi pomereggio una vera e propria pioggia di segnalazioni alla nostra redazione per denunciare che già da un’ora rispetto all’apertura degli uffici le persone in fila erano già quasi 200.

Sconcerto e incredulità sui volti di tutti: nell’era della tecnologia e di internet è vergognoso il sistema di distribuzione adottato dal comune capoluogo che ha costretto i malcapitati genitori a fare le corse e le file per presentare le domande entro il 24 agosto e il modulo Isee entro il 7 settembre e poi alle file intermibabili per ritirare i buoni con la ricevuta di versamento. Una situazione che crea forti disagi anche all’incolpevole personale impegnato nel front office, protagonista del superlavoro e anche bersaglio di critiche mal direzionate.

«Continuano i disagi arrecati alle famiglie – afferma Claudia Pagliariccio – dopo gli aumenti imposti dal Comune sui servizi a domanda individuale, le mancate riduzioni a chi ha più figli ora anche delegazioni comunali chiuse e file interminabili per poter acquistare i buoni pasto. Avevamo anticipato nei documenti presentati all’amministrazione comunale che sarebbero sorte situazioni come questa difficili da gestire e nessuno ha preso in considerazione i nostri moniti». «La nostra pazienza sta giungendo al termine – continua Rosita Castaldi – non si possono prendere in giro le famiglie in questo modo, rette dei nido salatissime, asili chiusi e ore ed ore di permesso dal lavoro per poter prendere un blocchetto di buoni pasto».

A Padova, solo per citare un esempio di città equivalente alla nostra, viene assegnato un codice identificativo al bambino dove viene registrato l’acquisto del buono e stornato il consumo. (Red.)

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[i]Dal sito del comune di Padova[/i]

[i]Modalità di pagamento

Il pagamento del servizio avviene attraverso l’utilizzo di un codice identificativo e di una password.

Il codice identificativo è personale e deve essere utilizzato per ogni pagamento, pertanto si raccomanda di conservarlo con cura, fino alla fine dei cicli scolastici.

Ad ogni NUOVO ISCRITTO al servizio verranno quindi assegnati, dal Settore Servizi Scolastici, e consegnati a mezzo lettera, il codice identificativo e la password. La consegna avverrà indicativamente dopo l’avvio dell’anno scolastico, nel periodo compreso tra la seconda quindicina del mese di settembre e la prima quindicina del mese di ottobre.

I VECCHI FREQUENTANTI manterranno i codici e la password già assegnati, salvo diverse comunicazioni.

Per gli utenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado la cifra da versare è libera e, per ogni pasto consumato a scuola, verrà decurtata automaticamente. Il pagamento è un prepagato: gli utenti al momento del consumo del pasto dovranno disporre del credito corrispondente ad almeno il costo di un pasto.

Per gli utenti delle scuole dell’Infanzia la tariffa forfetaria mensile dovrà essere versata, entro il 10 di ogni mese. Il sistema di pagamento è un prepagato; è possibile versare in un’unica soluzione più mensilità.

Il pagamento potrà essere effettuato:

con versamento in contanti presso qualsiasi sede della Cassa di Risparmio del Veneto della città di Padova, utilizzando il codice identificativo assegnato al/alla figlio/a. L’operazione è completamente gratuita

online, con carta di credito, attraverso il portale dei genitori accessibile dal sito:www.eticasoluzioniweb.com/padovaportalegen. L’operazione è gratuita.

tramite sportelli ATM (bancomat). L’operazione costa 1,10 euro[/i].

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