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Consiglio regionale nel caos

di Roberta Galeotti

Forse una giornata così caotica in Consiglio non si era mai vista nella storia della Regione Abruzzo. Dopo la pausa estiva, rovinata dalla crisi politica interna alla maggioranza e sfociata nel mini rimpasto, sono finalmente ripartiti ieri mattina i lavori dell’assise regionale ma nel caos più totale.

A poche ore di distanza sono state convocate dall’ufficio di presidenza la I, la V Commissione e il Consiglio in un colpo solo, come se i provvedimenti e gli emendamenti dovessero essere velocemente trattati e licenziati per approdare belli e pronti in aula.

I lavori della prima commissione, presieduta da Maurizio Di Nicola, sono partiti alle 10 di ieri mattina con all’ordine del giorno due punti di fuoco:

riordino delle province, emendamento n. 27 al progetto di legge 132/2015;

finanziamento all’Isa, progetto di legge 49/14 di iniziativa consiliare, presentato da Pietrucci, sulla concessione di un contributo ad hoc di 800 mila euro per l’Isa, Istituzione Sinfonica Abruzzese.

La commissione è stata subito movimentata da una discussione accesa tra Paolucci e Sospiri sulla necessità di spostare dei fondi per la copertura urgente del servizio di trasporto per gli studenti disabili delle università e delle scuole superiori. Il servizio, infatti, veniva assicurato dalle province e nel riordino dei servizi svolti dagli enti, smantellati dal governo centrale, la Regione ha dovuto farsi carico dei costi e della riorganizzazione del servizio per assicurare questo diritto.

L’altro emendamento che ha bloccato i lavori delle commissioni è stato quello presentato dal consigliere Pietrucci per la concessione di 800 mila euro all’Isa.

Dopo i contributi elargiti ad Abruzzo Engineering, infatti, si è sollevata la burrasca dei contributi a pioggia in regione, soprattutto il reazionario Luciano Monticelli, ex sindaco Pd di Pineto e rottamatore renziano della prima ora, è stato la voce controcorrente della maggioranza e la causa scatenante della crisi estiva della giunta targata D’Alfonso.

Pietrucci e Monticelli si sono di nuovo scontrati in commissione nella giornata di ieri, a chiara dimostrazione che i mal di pancia della maggioranza non sono stati sedati dal rimpastino, e il contributo all’Isa è rimasto in sospeso.

In tutto questo caos di chiacchiere ed emendamenti il Consiglio è stato rimandato per ben tre volte, fino ad approdare alle 21 della sera con l’ennesimo Consiglio in notturna, a cui ci ha abituati questa presidenza.

La giornata caotica di ieri con un’agenda insostenibile di impegni è lo specchio di un governo regionale poco interessato al confronto ed all’equilibrio politico. È completamente saltato il check and balance (controllo e bilanciamento reciproco tra giunta e consiglio) proprio perché il Consiglio è diventato il retrobottega della giunta.

Quasi 1000 gli emendamenti presentati dall’opposizione, di cui oltre 450 solo quelli del movimento 5 stelle!

Così la maggioranza ha pensato di risolvere il contraddittorio licenziando un emendamento anti ostruzionismo che blocchi la guerra degli emendamenti, emulando la regola del canguro adottata dal governo centrale. Il canguro è la manovra che prevede il raggruppamento di tutti gli emendamenti che sono inerenti ad uno stesso argomento: quando un nuovo emendamento viene approvato o bocciato, secondo il canguro tutti gli altri relativi decadono.

Questa regola è stata proposta dall’uscente sottosegretario Camillo D’Alessandro sollevando la rivolta dell’opposizione.

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