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Cam a rischio bail-in

Il Consorzio Acquedottistico Marsicano (Cam Spa) è al centro di una feroce polemica politica che il giornalismo della carta stampata, alle volte troppo supino al potere costituito, non ha colto e non vuole cogliere nella sua reale portata.

Da un lato il sindaco di Avezzano, Di Pangrazio, che da ben 18 mesi ha assunto la delicata carica di Presidente della sorveglianza del Cam, con l’intenzione di riportare un «clima di serenità tra i comuni soci» ed «avviare un percorso di risanamento» di una società afflitta da un debito astronomico, che farebbe fallire all’istante una qualsiasi “normale” azienda sul mercato. Entrambi gli obiettivi del Sindaco, appare dalle evidenze, non sono stati colti: il clima è tutt’altro che sereno, se ben tre consiglieri di maggioranza del Comune di Avezzano si rivolgono, proprio in questi giorni, addirittura al Prefetto per «fare chiarezza sull’effettiva situazione economico-finanziaria del Cam». E neppure il risanamento si percepisce, dato che nel periodo di “sorveglianza” del Sindaco Di Pangrazio, gli indici di gestione sono peggiorati ed i debiti sono ulteriormente aumentati di otto milioni di euro, raggiungendo l’iperbolica cifra di 80.897.118 euro (dato di Bilancio al 31.12.2014).

I consiglieri di Partecipazione popolare (Lamorgese, Barbonetti e Gallese), vista la crudezza dei numeri, hanno iniziato a pressare il Sindaco ponendo le famose “5 domande” sulla reale situazione del Cam. Il Sindaco non ha risposto, ed ecco che è scattato l’esposto al Prefetto da parte degli stessi consiglieri.

Ma perché l’esposto al Prefetto? A leggere bene le carte, le preoccupazioni dei tre consiglieri sono tutt’altro che infondate ed il loro ragionamento è assolutamente lineare.

Per effetto della sentenza del Tribunale di Avezzano – dicono i tre moschettieri – il Cam non può fallire, dato che gestisce un servizio pubblico essenziale come quello dell’acqua. Ma allora, chi paga il debito esplosivo della società? E qua casca l’asino, ed il “leader della Marsica”, Di Pangrazio, di solito loquacissimo, non sa cosa dire e cosa rispondere, ed infatti non risponde, sta muto come un pesce nordico congelato. Eppure si tratta di questione rilevantissima per i cittadini di Avezzano, già straziati da una tassazione comunale eccessiva e da una crisi industriale ed occupazionale senza precedenti. Se i cittadini di Avezzano fossero chiamati a pagare i debiti del Cam, per buona parte dovuti a gestioni discutibili, dovrebbero sborsare la bellezza di 17milioni di euro, la quota che toccherebbe appunto al Comune.

E questo rischio, osservano i tre consiglieri, è tutt’altro che remoto. E’ vero che il Cam non può fallire, ma questo non significa che qualcuno non debba pagare il conto salato di una gestione fuori controllo. L’orientamento giurisprudenziale europeo è chiarissimo: nel caso di una Banca indebitata, che come il Cam non può fallire per i pericoli di contagio al sistema finanziario, i debiti devono pagarli i soci ed i correntisti. Ed infatti dal 1 gennaio 2016 soci e correntisti saranno chiamati a dover pagare per eventuali problemi della propria banca, magari dovuti a malagestione politica. E’ una legge assurda, ma la legge è legge.

Insomma, l’orientamento futuro sarà quello di “far pagare il conto” delle società pubbliche fallimentari, e sono tante, non già allo Stato, ovvero a tutta la collettività, ma soltanto ai soci. E dato che i soci del Cam sono i comuni (in primis Avezzano con il 22% del capitale) saranno ovviamente i cittadini a dover pagare per le allegrissime gestioni del Cam.

E’ il principio del “bail in” che sarà a breve esteso dalle banche a tutte le società pubbliche che, per vari motivi, non possono fallire.

I tre consiglieri di Partecipazione popolare, con il loro esposto al Prefetto, vogliono appunto avvertire i cittadini di Avezzano: attenzione, vogliono dire, il Sindaco gioca alla politica ed alle poltrone, ed a voi toccherà probabilmente di pagare il salatissimo conto. Ed invitano il Prefetto a commissariare il Cam, prima che il debito cresca ancora e la società divenga ancora più ingovernabile.

Acque sempre più agitate, quindi, sul Cam, altro che il “clima sereno” del quale parla il Di Pangrazio! Ed a proposito: il Sindaco ha annunciato che vuole lasciare la Presidenza della sorveglianza. Quale sindaco “sacrificale” della Marsica vorrà sedersi su una poltrona tanto bollente? Il rischio di scottarsi le chiappe è veramente troppo elevato. Prefetto, pensaci tu….

L.S.

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