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Svegli in sala operatoria, L’Aquila docet

L’Aquila in cattedra a Lubiana, in Slovenia, davanti a illustri anestesisti europei come Rafael Blanco, per illustrare una nuova tecnica di anestesia a paziente sveglio, senza quindi sedazione totale, applicabile anche a operazioni chirurgiche complesse come quelle della mammella e di natura ortopedica.

Il 3 settembre scorso, al congresso europeo svoltosi nella capitale slovena, gli specialisti dell’ospedale San Salvatore hanno avuto una vetrina importante per illustrare la rivoluzionaria metodica adottata dal dottor Pierfrancesco Fusco e dai suoi colleghi del servizio di anestesia e rianimazione dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, diretto dal dottor Tullio Pozone, e attualmente praticata da un ristrettissimo novero di centri italiani all’avanguardia.

L’eco degli eccellenti risultati della nuova procedura, che consente di operare casi molto impegnativi senza ricorrere all’anestesia totale, ha da tempo varcato i confini abruzzesi e nazionali, al punto da permettere all’Aquila di conquistare la grandi ribalte internazionali.

«L’aspetto innovativo che rende questo tipo di anestesia ‘locoregionale’, cioè locale, più sicura ed efficace – spiegano i portavoce della Asl dell’Aquila – consiste nel depositare con estrema precisione l’anestetico in prossimità del nervo che trasmette il dolore, grazie all’utilizzo degli ultrasuoni: una vera rivoluzione. La tecnica si può adottare in quasi tutti gli interventi chirurgici e garantisce un migliore trattamento del dolore postoperatorio (quindi, meno sofferenza del paziente) nonché una riduzione delle complicanze, soprattutto in pazienti a elevato rischio; un ulteriore beneficio riguarda i tempi di permanenza più brevi in ospedale».

Con l’introduzione dell’innovazione, in pochi anni il San Salvatore è diventato in Italia uno dei pochi centri di riferimento e di formazione. Una vera e propria scuola nel campo, frutto dell’ampia esperienza maturata finora, come testimonia il 15esimo corso di formazione, l’ultimo organizzato dagli specialisti dell’ospedale aquilano negli ultimi 3 anni, in programma il 7 ottobre prossimo al San Salvatore. Vi parteciperanno 11 anestesisti provenienti da varie parti d’Italia tra cui Piemonte, Sicilia, Lazio e Campania: salgono così a 150, nell’arco dell’ultimo triennio, gli specialisti italiani venuti a ‘lezione’ all’Aquila. L’ospedale di L’Aquila, con un pizzico di giustificato orgoglio, può esibire il ‘copyright’ di questa nuova metodica insieme a una ristretta élite di centri di eccellenza italiani.

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