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Cam: «Un disastro certificato dai numeri»

«Il sindaco di Avezzano, più volte sollecitato, continua a non rispondere alle cinque domande sul Cam formulate dai consiglieri comunali di Partecipazione Popolare Alessandro Barbonetti, Alberto Lamorgese e Vincenzo Pissino Gallese». E’ quanto si legge in una nota diffusa dal coordinamento Partecipazione Popolare.

«Il sindaco – si legge ancora nella nota – è ormai un uomo in fuga dal suo ruolo e dalle sue responsabilità di primo cittadino e lo stato di degrado economico e civile della città di Avezzano lo sta purtroppo a dimostrare. Sono quasi tre mesi che tentiamo inutilmente di esercitare il nostro diritto/dovere all’informazione sulla delicatissima situazione del Cam, ma il Sindaco, che è pure Presidente del Comitato di Sorveglianza del Cam, non ha ritenuto di informare né noi, né tantomeno i cittadini sulla reale situazione del Consorzio Acquedottistico Marsicano (Consorzio Amministrato Male). Il Cam continua ad accumulare debiti su debiti, come dimostrano i drammatici dati del bilancio 2014, e i cittadini di Avezzano corrono il serio rischio di essere chiamati a pagare di tasca propria i debiti del Cam. Una gestione che non si è dimostrata in grado di risanare la società e che nei fatti appare poco tecnica e certamente molto politica».

«Il disastro del Cam – si legge ancora nella nota di Partecipazione Popolare – è certificato dai numeri e i numeri sono numeri, ecco perché il sindaco fugge e non risponde alle legittime domande dei consiglieri: non sa che cosa dire, dato che l’autocritica non rientra nelle corde del suo carattere, incline ad una gestione della cosa pubblica non già autorevole bensì autoritaria. Mentre il Cam sprofonda, il Sindaco continua a giocare sulla pelle dei cittadini, dando inizio alle manovre della piccola politica, finalizzate a sostituire l’attuale presidente con figura ancora più consona alle ambizioni Dipangraziane, senza alcun riguardo per il risanamento della società che, per il Sindaco, può evidentemente attendere».

«Ora basta – si legge ancora nella nota – Non siamo disponibili ad essere presi in giro dal Sindaco, non ci stiamo ad assistere inerti al dissanguamento dei nostri concittadini, già vessati da una tassazione locale inaccettabile in confronto ai servizi resi dal Comune. Se Di Pangrazio si rifiuta di dare conto dei suoi gravi errori sul Cam agli eletti dal popolo, dovrà rispondere al Prefetto dell’Aquila, al quale, stanchi delle basse tattiche elusive messe in atto dal Sindaco, siamo stati costretti ad inviare un esposto per fare finalmente chiarezza sui conti fallimentari del Cam, soprattutto per il rischio che da essi può derivare sia per le tasche dei cittadini che per le già esangui casse comunali».

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