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Asilo Occupato in Consiglio comunale

«Ogni giorno in più è sottratto al futuro della città. La gioventù non può aspettare». Il club ‘Forza Silvio’ Giuseppe Ungaretti L’Aquila vuole avere risposte chiare in merito al futuro dell’ormai celebre asilo occupato di viale Duca degli Abruzzi e punta sulla strada istituzionale. «Abbiamo ottenuto – spiega il presidente del club Roberto Jr Silveri – che Guido Liris, consigliere che più di tutti ci ha sostenuto, presenti una interrogazione consiliare».

Queste le domande che finiranno sugli scranni del Consiglio comunale: «Dal computo estimativo presentato a marzo, in sei mesi cosa è stato fatto? Quando ci sarà un vero progetto? Quando i lavori? Quando quello spazio ci sarà restituito?».

«È passato circa un anno da quando abbiamo intrapreso la nostra battaglia per restituire alla città e sottrarre a un sinistro degrado l’asilo di viale Duca degli Abruzzi – sottolinea Silveri – Dopo la nostra prima presa di posizione, nei primi giorni di ottobre 2014, molto si è mosso in superficie: assemblee, confronti pubblici, interrogazioni, proposte e controproposte. Dopo una decina di giorni il sindaco proclamò alla stampa: ‘Abbiamo finalmente deciso di creare una struttura aperta a tutti nella quale i giovani potranno incontrarsi. Lo faremo nell’asilo occupato e lo faremo anche in tempi molto rapidi’. Tanto rapidi che cinque mesi dopo, sempre dopo che noi avevamo, data l’assenza di notizie, presentato un nostro progetto di massima, l’amministrazione presentò delle “linee guida” per il progetto di là da venire. Tanto rapidi che, dopo un anno, di tale progetto non si sa nulla. Molte erano state le associazioni che, a ottobre 2014, erano interessate al recupero della struttura e immensamente di più i giovani che, se i fatti avessero seguito le parole promesse, avrebbero potuto incontrarsi e coltivare una sana socialità in un ambiente di stimolo culturale, diverso dai locali e dai centri commerciali. Diamo dunque loro voce, ricordando al Comune, per l’ennesima volta, che titubando sono doppiamente colpevoli: di lasciar covare nel cuore dell’Aquila degrado e di sottrarre ai giovani la possibilità di un contesto di cultura e di socialità. Finché non avremo risposte continueremo a chiedere».