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Tessuto sociale debole: a L’Aquila è tutelato?

Il 30 giugno scadeva il termine per la presentazione delle domande al bando per l’assegnazione di un alloggio nel progetto C.a.s.e e Map alle famiglie con fragilità sociali.

«Abbiamo chiesto all’amministrazione comunale – scrive in una nota Franco Marulli, segretario provinciale Assocasa-Ugl – di venire a conoscenza di quante famiglie avessero inoltrato la domanda e quando sarebbe uscita la graduatoria».

«Alla prima domanda, applicando alla lettera la “trasparenza amministrativa” ci è stato risposto che essendo dati sensibili non possono essere divulgati, ma che, comunque, sono tantissime. Abbiamo appurato una cifra pari a 450. Alla seconda invece la risposta è stata chiara: entro fine anno forse uscirà la graduatoria», spiega Marulli.

«Quindi fra graduatoria e assegnazione, quasi un anno per un alloggio a famiglie con fragilità sociali, cioè: a basso reddito, con sfratto in essere, anziani e giovani coppie. In un anno quante situazioni sono cambiate, magari qualche nucleo ha abbandonato la città. A queste famiglie andava data una priorità amministrativa proprio per questa fragilità economica e sociale. Questo andazzo amministrativo che trascura il “tessuto sociale debole” ci lascia amareggiati. Con la chiusura degli asili nido e questo delle famiglie, la Politica mina i capisaldi di una società civile: l’infanzia e la famiglia. Il sindacato visto l’elevato numero di domande da la propria assistenza e valuterà iniziative per accelerare i tempi della graduatoria», questa la conclusione.

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