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Fucino ‘diffamato’, Confagricoltura L’Aquila si appella alla legge

Fango sul Fucino: giusto o ingiusto? Confagricoltura L’Aquila dice «basta ai continui attacchi perpetrati da una fantomatica organizzazione di lavoratori che sul Fucino non rappresenta nessuno che da oltre un anno porta avanti una politica di delegittimazione del territorio con la complicità di giornali e giornalisti e da ultimo di un certo Gianni Melilla che, in rappresentanza di un popolo che non lo ha scelto, amplifica in modo irresponsabile un fantomatico rapporto sulle agromafie che si basa, per quanto riguarda il Fucino, di dati inesatti se non addirittura falsi», questa la dura nota diramata dall’Associazione di categoria provinciale in merito alle ultime vicissitudini.

Confagricoltura consiglia tutti, «soprattutto giornali e giornalisti», ad ascoltare con attenzione la risposta data dalla Sottosegretaria al Lavoro l’On. Teresa Bellanova che in modo puntuale evidenzia altri fenomeni praticati da non agricoltori e da soggetti estranei all’agricoltura.

E’ stata Confagricoltura L’Aquila, nello spirito di collaborazione sancito dal protocollo di legalità stipulato con la Prefettura dell’Aquila, a segnalare alla Commissione regionale di coordinamento per le attività di vigilanza presso la Direzione Regionale del Lavoro, i fenomeni di utilizzo improprio di manodopera agricola da parte di cooperative ed altri soggetti nell’area del Fucino.

«Questi fenomeni oltre ad alimentare i rischi di infiltrazioni criminali che influenzano il normale svolgimento delle attività imprenditoriali provocano un danno erariale enorme per effetto dell’erogazione di prestazioni economiche previdenziali ed assistenziali non dovute oltre ad una enorme evasione contributiva da parte di ditte con attività inesistente», afferma Stefano Fabrizi Direttore di Confagricoltura L’Aquila.

«Confagricoltura L’Aquila ha fornito agli ispettori ogni elemento di conoscenza sulle attività lavorative agricole e sulle principali fonti (banche dati, uffici regionali) cui attingere informazioni utili per le indagini».

Tuttavia gli ultimi dati INPS relativi al 31/12/2014 sull’occupazione in agricoltura confermano che il fenomeno delle assunzioni fittizie non è stato fermato e, cosa più grave, i soggetti indagati continuerebbero nella loro attività illecita. Organizzazioni sindacali dei braccianti che dimostrano di non conoscere nulla dell’agricoltura del Fucino, facendo molta confusione, alimentano ad arte una campagna di vera e propria denigrazione dell’imprenditoria agricola, organizzano convegni e preparano veline per deputati inconsapevoli per pubblicizzare dati non supportati da concreti riscontri o puntuali denunce, ma finalizzati a sostenere vere e proprie pressioni nei confronti dell’INPS affinché vengano erogate prestazioni previdenziali a circa 600/700 “braccianti” che non hanno maturato alcun requisito per accedere alle prestazioni previdenziali ed assistenziali, configurando con ciò una vera e propria tentata truffa nei confronti dell’Ente di previdenza.

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