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Tagliacozzo, arriva la ‘Ferrari’ delle autobotti anti-incendio

di Gioia Chiostri

Più alte sono le lingue di fuoco, più alto dovrebbe essere lo scudo eretto contro di esse. La ‘Ferrari’ rosso fiammante delle autobotti contro le fiamme è appena arrivata in città. Controvento e contro-crisi, i volontari del Nucleo di Protezione Civile tagliacozzano, perla di attività immersa nel verde di una Marsica costantemente a rischio incendio, spendono e spandono, sì, ma per la sicurezza generale. È venuta da poco alla luce, di fatti, più precisamente il 2 settembre scorso, una nuova arma utile alla costante lotta alle fiamme boschive. Lei, gioiello rosseggiante come un tramonto sul far della sera, è un’autobotte da 2000 litri, che permette di alimentare – e quindi di lavorare in singola o in contemporanea con due lance – una uscita UNI 45 e una uscita UNI 25. Un grande acquisto, quindi, per un seppur piccolo corpo, che non denigra di mostrare giammai il fiore del coraggio ben infilato nel taschino della divisa anti-incendio.

{{*ExtraImg_253367_ArtImgRight_300x225_}}La nuova autobotte disporrà di una enorme quantità di acqua atta a domare anche le fiamme più insidiose. Christian Rossi, presidente della sede del Nucleo tagliacozzano, tira oggi le somme di una bella novità. «Finalmente – afferma – ci siamo attrezzati con un mezzo molto più grande rispetto a quelli che avevamo sino ad oggi in dotazione – sia di proprietà che regionali – il quale potrebbe davvero fare la differenza in alcune casistiche specifiche degli incendi boschivi. L’autobotte è montata su un mezzo turbo daily 4 ? 4; possiede una grossa versatilità e, soprattutto, la disponibilità a procedere anche lungo i vicoli più stretti e insidiosi, come può capitare in un luogo di montagna quale Tagliacozzo, ad esempio».

{{*ExtraImg_253368_ArtImgRight_300x225_}}10 giorni proficui di assemblaggio in loco, scelta minuziosa dei pezzi (pompa e collettori di carico e di scarico), lavoro certosino nel portare a termine il tutto hanno condotto alla rivelazione di un altro alleato importante contro l’opera costante che da sempre caratterizza tutti i membri della realtà di volontariato marsicana. Sua prerogativa: la sicurezza di persone, flora e fauna a discapito delle fiamme. «L’autobotte ha in dotazione una pompa di alta pressione da 340 litri al minuto», specifica Christian. Il gioiello nuovo di zecca è stato anche testato su campo, più precisamente fra le lingue di fuoco di un rogo scoppiato in quel di Collarmele, un paio di giorni fa. «Un test più che positivo – aggiunge il presidente – Gli incendi di grossa dimensione, come quelli costituiti da rotoballe in fiamme, possono essere domati nel giro di poco tempo grazie ad un’autobotte di tale portata».

{{*ExtraImg_253369_ArtImgRight_300x225_}}«La spesa per un gioiello del genere è stata finanziata – aggiunge Christian – grazie ai rimborsi avanzati dalla Regione Abruzzo in merito alle spese sostenute dai volontari stessi e in base alle risorse previste sempre dalla Regione per il potenziamento delle attrezzature a disposizione dell’associazione. Abbiamo deciso quest’anno, cioè, di investire in un nuovo mezzo atto alla tutela della popolazione marsicana e non. Ora possiamo ben dire di avere quasi toccato il massimo grado di sicurezza possibile. In un futuro prossimo, però, nei sogni dei nostri volontari balugina l’idea di un’autobotte da 5mila o 8mila litri di capienza».

{{*ExtraImg_253370_ArtImgRight_300x225_}}La Marsica, durante il mese di agosto, s’è vista andare a fuoco gran parte delle sue vaste pianure verdeggianti. La mano dell’uomo, insomma, non ha risparmiato i doni di Madre Terra. «Il registro degli incendi domati parla chiaro – spiega Christian – solo nel mese estivo per eccellenza, abbiamo avuto l’emergenza di San Vincenzo Valle Roveto, nel quale rogo siamo stati ‘impigliati dal 4 agosto sino al 7. Dal 30 di luglio, invece, sino a fine agosto, sono stati 10 circa i roghi domati; senza contare l’incendio di Pescina, scoppiato proprio il giorno di Ferragosto: un intenso lavoro in loco che ha portato il nostro Nucleo a darsi da fare giorno e notte ai fini dell’effettivo spegnimento. L’ultimo incendio estivo, invece, l’abbiamo avuto a Pescasseroli, in notturna, nel pieno cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo».

L’autobotte sarà utilizzata fino al giorno 15 settembre, data canonica della chiusura della campagna anti-incendi boschivi. Inoltre, sorpassato tal giorno, il mezzo verrà comunque mantenuto operativo e in partenza immediata sino al 30 di settembre. «Dopodiché, – spiega ancora Christian Rossi – sarà possibile smontarlo e rimontarlo nel giro di un quarto d’ora».

Chi guiderà la ‘Ferrari’ dello spegnimento incendi? «Tutti i volontari possono guidare il nuovo mezzo in dotazione – risponde Christian – abbiamo, di fatti, previsto da poco la possibilità di effettuare internamente al nostro Nucleo un corso specifico sul funzionamento dell’autobotte e sul suo dirottamento in campo».

La promessa finale: «Ci attrezzeremo anche per portate superiori: nessuno deve essere escluso dalla salvaguardia anti-incendio. Il fuoco è un valevole nemico dell’uomo, avvalorato dall’uomo stesso: per questo la natura deve essere costantemente ‘aiutata’ nell’eterna guerra contro le fiamme». Il Nucleo di Protezione Civile tagliacozzano c’è, investendo, ogni anno, nella tutela del territorio. «Aumentando la nostra capacità tecnico/operativa, di fatti, tentiamo di dare maggior consistenza all’aiuto contro le cattive azioni umane. In questo modo, vogliamo ribadire, – conclude Christian – che l’eroe vero della quotidianità non è quello in giacca e cravatta, ma colui che, giornalmente, decide di fare la cosa giusta, pur potendo scegliere fra mille azioni per sé stesso vantaggiose, ma tutte civilmente sbagliate».

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