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L’Aquila riempie il ‘vuoto sanitario’ dell’adolescenza

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E’ l’unico servizio specifico, in Abruzzo, di endocrinologia dell’adolescenza che copre una sorta di limbo ancora indefinito, che il pediatria di famiglia può trattare poco e parzialmente e di cui il medico di base si occupa solo in età adulta. L’ospedale San Salvatore dell’Aquila dispone, ormai da 5 anni, di un ambulatorio di adolescentologia (10-16 anni) che si occupa di una vasta gamma di problematiche: patologie della tiroide, sviluppo sessuale, anomalie nella pubertà e patologie derivanti da problemi post-operatori per tumori cerebrali.

Il servizio dispone di un ambulatorio specifico che, con 600 prestazioni l’anno erogate anche mediante l’esecuzione di day-hospital diagnostici, esegue esami ad hoc e visite, imposta la terapia e programma controlli periodici.

L’adolescentologia, ‘costola’ specialistica della pediatria del San Salvatore, già attiva dal 2000, si è strutturata e consolidata nel 2011 in un servizio ad hoc unico in Regione, come testimonia un dato eloquente: circa il 50% degli utenti proviene da fuori provincia e (in misura minore) dal Lazio.

Nell’ambito dell’attività complessiva del servizio sono preponderanti le tematiche dei disturbi puberali e mestruali femminili che assorbono oltre un terzo delle visite compiute in un anno. Disturbi ormonali e della sfera sessuale femminile che si manifestano, per esempio, con ciclo mestruale precoce (anche sette anni) o ‘posticipato’ e che si intrecciano con patologie della tiroide (e quindi col metabolismo). A un gradino più basso, come volume di lavoro, si collocano le anomalie della sfera sessuale dei maschi adolescenti, con ritardi sullo sviluppo dell’apparato genitale (al di sopra dei 12-14 anni).

Al di là dei singoli aspetti il lavoro dell’ambulatorio – diretto dalla dottoressa Maria Laura Iezzi all’interno del reparto di pediatria del San Salvatore, guidato dal professor Giovanni Nigro – consiste in una delicata attività a incastro in cui confluiscono, oltre al filone dell’endocrinologia, problemi di obesità (oltre 150 visite l’anno) e patologie genetiche. Le visite si fanno, a seconda dell’entità del problema, nel giro di pochi giorni o al massimo in 20, con esami in day hospital e controlli della terapia a intervalli prestabiliti per tenere sempre sotto controllo l’utente.

«All’Aquila abbiamo un ambulatorio pensato e strutturato per problemi dell’adolescenza – afferma la dottoressa Iezzi – ma dove non esiste questo servizio si fa fatica a garantire questo tipo di prestazioni che, presupponendo specifiche competenze di endocrinologia per la fascia d’età, solo in misura molto ridotta possono essere assicurate dai pediatri di famiglia. Del resto, il complesso di queste patologie riguardando una fase molto delicata dello sviluppo del soggetto, richiede strutture ambulatoriali molto specialistiche e capaci di intervenire col massimo dell’efficienza».

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