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Inquinamento da sostanze pericolose, aquilano ai domiciliari

Un sessantenne aquilano, con a carico specifici precedenti di Polizia, è stato sottoposto al regime di detenzione domiciliare – come da ordine di esecuzione per espiazione di pena detentiva, emesso dalla Procura della Repubblica dell’Aquila – Ufficio Esecuzioni Penali – per avere, nel corso degli anni, «provocato l’inquinamento da sostanze pericolose del suolo e del sottosuolo», venendo anche condannato al pagamento di una ammenda di 5.000 euro.

I fatti risalgono al 2010, quando, durante un controllo di polizia, il titolare di una ditta esercente attività di raccolta, demolizione e smaltimento di veicoli fuori uso, sita nella periferia est dell’Aquila, è stato denunciato per aver «illecitamente, in modo ripetuto, raccolto, depositato e abbandonato in maniera incontrollata, su un terreno del Comune di questo capoluogo, materiale di rifiuto pericoloso e non, costituito da circa 100 veicoli fuori uso e in evidente stato di abbandono, nonché pezzi di carrozzeria, batterie e pneumatici usati, materiale posto a diretto contatto con il manto erboso, provocando, peraltro, lo sversamento sul suolo di sostanze quali cadmio, piombo e idrocarburi».

Gli accertamenti eseguiti, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, hanno evidenziato che «l’uomo ha continuato ad esercitare abusivamente l’attività di “autodemolizione di veicoli” formalmente cessata nel 2004».

L’area, «priva di idonea recinzione, di contenitori per lo stoccaggio di batterie esauste, di pneumatici e di altre sostanze pericolose derivanti dal trattamento dei veicoli demoliti», è stata sottoposta a sequestro e le analisi effettuate sui campioni di terreno prelevati da personale specializzato dell’Arta hanno evidenziato «la presenza di cadmio e piombo sul terreno, superiore ai limiti di legge, nonché la presenza di idrocarburi con il superamento della soglia massima consentita».

Al termine dell’iter processuale l’uomo, con pregiudizi di polizia specifici in materia di reati ambientali e non – «avendo violato varie leggi dal 1996 ad oggi: art. 13 D.Lvo 209/03 – attività di gestione dei veicoli fuori uso e dei rifiuti costituiti dai relativi componenti e materiali; art. 192 D.Lvo 152/06 – abbandono e deposito incontrollati di rifiuti sul suolo e nel suolo; art. 256 D.Lvo 152/06 – attività di gestione di rifiuti non autorizzata; art. 257 D.Lvo 152/06 – bonifica dei siti; violenza e resistenza a pubblico ufficiale – 337 c.p.; truffa – 640 c.p.; violazione di sigilli in esecuzione di sequestro – 349 c.p.» – è stato condannato a 8 mesi di arresto e al pagamento di una ammenda di 5.000 euro, da cui l’emissione dell’ordine di esecuzione per l’espiazione di pena detentiva in regime di detenzione domiciliare.

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