IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio

Uova e scritte volgari contro aquilana, marito allontanato

Per anni avrebbe perseguitato la moglie, da cui viveva separato. Ora non potrà più accostarsi a lei, a seguito della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa emesso dal Gip dell’Aquila, a seguito di riscontri della polizia.

L’ordinanza applicativa della misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, in questo caso la ex moglie, è stata notificata ad un sessantenne teatino, ma residente da anni a L’Aquila, con precedenti specifici.

La donna, aquilana, secondo quanto ricostruito dagli investigatori avrebbe subito per anni le angherie e le umiliazioni del marito che, sin dai primi tempi del loro matrimonio, avrebbe avuto atteggiamenti poco amorevoli nei suoi confronti. Le umiliazioni e la violenza psicologica, sempre secondo quanto riferito dagli investigatori, ben presto sarebbero sfociati in maltrattamenti fisici «subiti anche davanti al figlio minore», che le hanno cagionato «perdurante e grave stato di ansia e paura, nonché ingenerato un fondato timore per la propria incolumità».

Gli atteggiamenti del marito avrebbero indotto la donna a chiedere la separazione nel 2008. Nel 2009, però, a causa del sisma che ha sconvolto la città, il nucleo familiare si è dovuto ricomporre al fine di ottenere un alloggio provvisorio e, purtroppo, la situazione sarebbe peggiorata notevolmente, tanto che la donna si è vista costretta ad abbandonare l’abitazione e a rifugiarsi altrove, «provocando – spiegano gli investigatori – le ire del coniuge, il quale iniziò a manifestare i suoi propositi di vendetta, tanto da arrivare ad aggredirla scagliandole, in una circostanza, contro una bottiglia».

Nel 2010 l’uomo è stato arrestato su “ordine di esecuzione pena”, per cumulo di pene maturate a seguito delle condanne ricevute per le innumerevoli denunce sporte dalla moglie e nel 2011 è stato affidato ai servizi sociali a seguito di ordinanze del Tribunale di Sorveglianza di L’Aquila: finirà di scontare la sua pena nel marzo del 2014.

Nel 2014, al ritorno a L’Aquila, gli viene assegnato un alloggio proprio accanto a quello occupato dalla moglie e dal figlio. Da quel momento sarebbero iniziate una serie di «azioni denigratorie, diffamatorie e ingiuriose nei confronti della donna» che l’hanno portata a chiedere l’allontanamento dell’uomo, il quale, nel frattempo, avrebbe continuato a tempestarla con «messaggi minacciosi e danneggiamenti sull’autovettura di proprietà». Proprio durante uno di questi, colto in flagranza, è stato trovato in possesso di un coltello e denunciato anche per “porto abusivo di armi”. In un altro episodio avrebbe lasciato sul parabrezza dell’auto della donna un paio di mutande da uomo con sopra scritte delle frasi volgarissime di natura sessuale e delle offese dirette a lei.

Nel mese di luglio del 2015, la signora avrebbe notato l’uomo intento a «scrivere frasi ingiuriose e lesive del suo onore e decoro sulle colonne dei garage sotto l’abitazione della stessa», pertanto ha chiamato la Polizia ma è stata fatta oggetto di «lancio di uova da parte del marito», vistosi scoperto.

Per tutti questi fatti, anche alla luce dei numerosi precedenti penali e dell’«atteggiamento vessatorio e intimidatorio nuovamente posto in essere dall’uomo, a dispetto delle precorse condanne subite», la Squadra Mobile ha fatto richiesta all’autorità giudiziaria di valutare l’emissione di un idoneo provvedimento nei confronti dello stesso che, appunto, secondo gli investitgatori, avrebbe «dimostrato di non avere alcuna remora nel proseguire con tali comportamenti delinquenziali».

Sia il Pm procedente, Simonetta Ciccarelli, che il Gip, Guendalina Buccella hanno ritenuto sussistenti i presupposti per l’emanazione del provvedimento cautelare previsto dalla nuova legge sullo stalking del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa (artt. 282 ter – 292 c.p.p.), che dovrà essere di 500 metri di distanza.

Non si escludono ulteriori sviluppi della vicenda, specialmente in caso di violazione degli obblighi imposti dal giudice.