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L’Aq jazz, pochi ambulanti: «E’ un’ impresa mangiare»

Grandi numeri per [i]Il jazz italiano per L’Aquila[/i]: 500 artisti, 18 postazioni e migliaia di presenti tra aquilani, appassionati, curiosi e turisti.

Un successo che per una giornata ha reso L’Aquila bellissima.

Ma qualcosa è mancato.

Problemi evidenti con i pasti, pranzo e cena, non sempre garantiti.

Sono state lunghe e interminabili le file per mangiare nei ristoranti del centro storico. Alcuni hanno lavorato no stop per assicurare il servizio per l’intera giornata. Ma non è bastato.

I banchi, invece, erano pochi.

Se ne contano solo cinque.

Due alla Fontana Luminosa e tre in Piazza Duomo.

In numero ridotto e per di più con poca merce, o almeno non sufficiente a sfamare le migliaia di persone che hanno affollato il centro.

Alberto Capretti, presidente della FIVA Confcommercio dice la sua: «Noi della FIVA abbiamo chiamato molti commercianti aquilani, che purtroppo erano impegnati in altri mercati e forse non credevano molto in questo evento. I commercianti presenti invece si sono dati da fare in ogni modo. Qualcuno si è adoperato per comprare pane dove si poteva visto che era anche domenica».

«Hanno evidentemente sottovalutato l’evento, eppure la musica fa muovere per chilometri gli appassionati, ma questo purtroppo non si è capito».

Si resta troppo ingessati e fedeli ad altri eventi che garantiscono il lavoro, come ad esempio la storica Fiera dell’Epifania. Forse qualcuno è rimasto scottato dall’adunata degli alpini, quando molti esercenti allarmati dai numeri hanno purtroppo dovuto buttare la merce preparata in grandi quantità.

«Troppe persone a fare somministrazione, ad aprile, durante l’adunata e l’esatto contrario ieri » – continua Capretti.

«Non siamo abituati a questo tipo di eventi, sono mancati servizi da parte di alcuni operatori del luogo, come è accaduto anche a Ferragosto. L’amministrazione ci da la possibilità, ma gli imprenditori devono darsi da fare».

E’ andata bene ai vecchi e nuovi ristoranti del centro.

Flavio, de [i]Il Vicoletto[/i] in Via del Gatto, è entusiasta: «Abbiamo lavorato tutto il giorno, oltre 500 coperti. Abbiamo cercato di accontentare tutti, anche le richieste estreme di turisti che chiedevano di mangiare in tarda notte. Non ci siamo fermati neanche nella fascia oraria tra pranzo e cena».

E dopo il [url”twitt”]http://ilcapoluogo.globalist.it/Detail_News_Display?ID=123515&typeb=0&jazz-a-l-aquila-un-grande-successo[/url] del ministro Dario Franceschini, che ha voluto quest’evento, si pensa già al prossimo anno.

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