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Il coleottero blu ‘ospite’ insolito del Parco Nazionale d’Abruzzo

Coleottero dalla caratteristica livrea blu con macchie nere: è quanto è successo a Opi, piccolo comune all’interno del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise, nell’area della Val Fondillo.

Per legge, infatti, tutti i comuni all’interno del Parco hanno la possibilità di tagliare alberi da destinare a legna da ardere come diritto di uso civico per le popolazioni residenti; questa volta però i tronchi tagliati sono stati immediatamente colonizzati da esemplari di [i]Rosalia alpina[/i], non un coleottero qualsiasi bensì una specie protetta dall’Unione Europa per il suo ruolo ecologico all’interno dell’ecosistema boschivo.

La scoperta l’hanno fatta i ricercatori del Life “MIPP”, il progetto europeo coordinato dal Corpo Forestale dello Stato il cui obiettivo è proprio censire le popolazioni italiane di alcuni coleotteri (tra cui la Rosalia alpina) al fine di mettere in atto strategie di conservazione qualora fossero in pericolo. Intenti nel monitoraggio, i ricercatori si sono accorti che nei tronchi tagliati c’erano diversi esemplari di Rosalia in fase di deposizione e hanno avvertito subito il Parco. Da qui la decisione dell’Ente di acquistare i tronchi per posizionarli in un luogo sicuro (all’interno delle aree di Riserva Integrale del Parco) affinché gli insetti possano terminare con successo la deposizione delle uova, una fase molto delicata del loro ciclo vitale. Persino i cittadini in vacanza nel Parco hanno osservato esemplari di Rosalia su questi tronchi, anche in fase di deposizione delle uova, e mandato numerose segnalazioni ai ricercatori attraverso il portale e l’app del progetto MIPP.

«Plaudiamo alla decisione del Parco di investire le sue risorse per proteggere le specie più vulnerabili del suo ecosistema – afferma Emanuela Maurizi, una delle ricercatrici del “MIPP” – e alla sensibilità del comune di Opi che ha prontamente accettato tale iniziativa». «Ciò che è successo – riferisce il presidente del Parco, Dott. Carrara – testimonia le intese raggiunte tra Ente Parco e comunità locali e ci si augura un sempre maggior coordinamento tra i Comuni e lo staff del Parco nelle azioni, di tutela che si attuano all’interno dell’area protetta».

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