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Psr: «Regione inerte, ignorati i piccoli Comuni»

Il sindaco di Scontrone, Ileana Schipani, esprime il suo rammarico e le sue perplessità riguardo la gestione del Programma di Sviluppo Rurale-Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Psr-Feasr) 2007-2013 da parte della Regione Abruzzo. A veicolare il messaggio del sindaco una lettera aperta indirizzata al governatore Luciano D’Alfonso.

«Caro Presidente – si legge nella lettera, di seguito riportata integralmente – intendo esprimere il mio rammarico e le mie perplessità di sindaco di un piccolo Comune di montagna per come la Regione Abruzzo ha gestito la misura 3.2.1 del Programma di Sviluppo Rurale-Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Psr-Feasr) 2007-2013. Lo faccio con questa lettera perché non mi rimangono altri strumenti, dato che la Regione ha recentemente adottato un provvedimento di giunta che “sposta” tutte le risorse residue di quella misura verso un’altra misura. E lo fa in modo disinvolto, dopo che per mesi, diversi Comuni, compreso quello che amministro, rimasti nelle postazioni immediatamente successive a quelle dei Comuni finanziati, hanno atteso uno scorrimento della graduatoria dei Comuni ammissibili a concessione di contributo, più volte annunciato e mai effettuato. La graduatoria stilata dalla Regione lo scorso novembre prevedeva, infatti, meno di 30 soggetti ammessi a finanziamento. Dopo aver sollecitato e chiesto informazioni sull’implementazione della graduatoria, finalmente, alla fine dello scorso aprile, si è aperto uno spiraglio: la direzione regionale ha inviato una lettera ai Comuni in posizione utile per uno scorrimento, chiedendo di riscontrare con una conferma la propria manifestazione di interesse. Naturalmente ci siamo precipitati nel fornire questa risposta. Lo abbiamo fatto perché c’è in gioco la possibilità di acquistare un nuovo scuolabus, idoneo anche al trasporto di persone con disabilità, e la realizzazione di un piccolo parco giochi per i bambini di Scontrone. Per noi è un’occasione preziosa, il Comune non dispone di risorse economiche tali da affrontare in autonomia i costi di realizzazione dell’intervento. Del resto la misura in questione del P.s.r. ha a che fare proprio con gli interventi di “assistenza alla popolazione rurale”, con azioni destinate alla rimozione di squilibri economici e sociali e cioè destinate alle fasce più deboli della popolazione per consentire quelle condizioni di qualità della vita che in montagna sono sempre più difficili da garantire. Dopo settimane senza alcun segnale, a giugno, dopo aver chiesto appuntamento direttamente agli uffici regionali per capire quali fossero le reali possibilità di procedere e i motivi dell’assenza di risposte, con l’occasione vengo informata che diversi Comuni a cui era stato concesso il contributo finanziario non l’hanno mai riscosso, che per alcuni progetti non sono state avviate le procedure per la realizzazione degli interventi e che pertanto risulta molto alta la possibilità di disporre di cospicue risorse residuali per la Misura di riferimento ma per lo scorrimento della graduatoria ci sono problemi. Problemi perché di fatto non si hanno rinunce formali da parte dei Comuni inadempienti, perché gli stessi comuni potrebbero intentare un ricorso, perché non si sa quali siano le reali intenzioni politiche della Regione su questo tipo di situazioni. Visto però che ci sono diversi Comuni “rimasti fuori” che spingono per poter essere finanziati e hanno tutta l’intenzione di spendere le risorse per le quali hanno candidato un progetto, vengo confortata su un possibile scorrimento della graduatoria, a patto che l’Amministrazione comunale si impegni a garantire la realizzazione degli interventi entro fine agosto. Da Sindaco che non vuole perdere una buona opportunità, impegno intensamente gli uffici affinché siano in grado di monitorare, realizzare e rendicontare gli interventi entro la data richiesta. Quando, dopo una settimana, ricontatto gli uffici regionali per comunicare che siamo pronti a partire ricevo una “doccia gelata”: la Regione non intende procedere secondo le modalità definite nel nostro incontro ma sarebbe intenzionata a destinare le risorse residue al finanziamento di progetti presentati da privati, perché così si avrebbe certezza che i soldi verrebbero effettivamente spesi. E infatti, così è andata: la Regione ha adottato recentemente i provvedimenti che hanno individuato la misura a cui destinare le risorse residue del P.s.r. con l’assunto che “i ristretti tempi a disposizione impongono di privilegiare la capacità realizzativa delle imprese”. Insomma, le responsabilità dei Comuni inadempimenti e soprattutto l’inerzia e l’inefficacia della Regione nella gestione complessiva del P.s.r. (che avrebbe potuto, per tempo, revocare il contributo ai soggetti inadempienti se solo si fosse mossa perseguendo l’interesse intrinseco a cui sarebbero destinate quelle risorse pubbliche) hanno fatto sì che soggetti pubblici che attendevano diligentemente di poter realizzare interventi a favore delle proprie comunità siano stati deliberatamente ignorati».

«Forse – si legge infine nella lettera aperta del sindaco – svolgere fino in fondo il proprio ruolo per migliorare la qualità della vita della popolazione rurale (che è un compito, tra gli altri, previsto dalla programmazione europea all’interno del P.S.R.) dovrebbe essere tra le priorità delle politiche agricole della Regione Abruzzo».