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Cultura e sociale, Avezzano futura macchina da guerra?

di Gioia Chiostri

Chiuso un invitante sipario se ne riapre un altro, da potersi considerare quantomeno migliore: questo potrebbe essere, forse, il destino prospettato dalla neocostituita Amministrazione di Avezzano per quella parte di città che vuole ancora vivere di sorprese, attese e imprese. Si è da poco conclusa l’avventura 2015 del cartellone estivo della città capofila della Marsica. «Un’edizione piena, variegata, che ha messo d’accordo lo spirito giovane di Avezzano col cipiglio più maturo degli adulti». La città, però, riflessa nello specchio del suo Municipio, non sotterra ancora l’ascia da guerra della semina culturale e spinge al massimo ogni progetto relativo. L’assessore comunale Fabrizio Amatilli, new entry in Comune nel settore Sport, Sociale e Cultura, traccia un sottile bilancio dell’ultimo evento di grido avvenuto nel cuore della cittadina stessa, a Piazza Risorgimento. ‘Una città per cantare’, titolo del nuovo format itinerante occhieggiante al mondo sommerso del cantautorato di valore – Lucio Dalla, Ivan Graziani, De André, Bennato, Ron, Fossati, Pino Daniele, De Gregori e Lucio Battisti – ha significato alba per la nuova Avezzano e tramonto per la vecchia roccaforte delle pigre solennità.

Musica, esperti della chitarra, marinari della batteria, pirati dell’orecchio assoluto: nella Marsica sta, per caso, per rifiorire, poco a poco, il fiore dal cemento tanto caro alle turbinose canzoni d’autore? «La serata del Cantautorato si è rivelata essere una bellissima occasione per tendere finalmente l’orecchio a della buona musica. I cittadini sono stati tutti soddisfattissimi; la band variegata sul palco ha davvero dimostrato di essere il megafono giusto per le canzoni dure di tanto tempo fa. L’Amministrazione – aggiunge Amatilli – è felice di aver dato il patrocinio ad un evento di simile portata canora».

{{*ExtraImg_252922_ArtImgRight_300x168_}}La manifestazione di inizio settembre – avvenuta più precisamente la notte del 1 – ‘Una città per cantare’, data zero e anteprima di spessore di un tour musicale che andrà programmaticamente ‘in onda’ nell’anno 2016, ha riaperto la cassaforte de dischi d’oro di un tempo nella conca estiva marsicana presente. Grazie al manager abruzzese Tony Orlandi, quindi, il fiocco rosso della musica d’autore non s’è ancora disciolto del tutto in Regione. «L’Amministrazione – afferma Orlandi – si è dimostrata estremamente sensibile ai richiami della cultura e dell’arte musicata. Questo evento, che, in un certo senso, ha solleticato gli animi degli avezzanesi, spero sia il primo di una lunga serie. Si ha bisogno della cultura in ogni sua forma, oggi più che mai e Avezzano ha tutte le carte in regola per giocare questa importante partita con l’arte».

Qual è la salute della Cultura nella città capofila della Marsica? Risponde l’assessore: «Io provengo dal mondo della libera professione, quindi sono abituato a darmi da fare e a lavorare per il miglioramento della situazione generale. Cultura e sociale possono sempre essere riverniciati da una nuova mano, l’importante è non perdere il già fatto e andare sempre avanti. L’obiettivo presente, per l’Amministrazione e il settore da me guidato, è quello di migliorare l’offerta: per far ciò, però, – continua l’assessore – bisogna raccogliere e accogliere dei suggerimenti, i quali devono necessariamente provenire dal mondo delle associazioni culturali. Quest’anno, il cartellone estivo ha contato più di 100 spettacoli messi in scena e andati a buon fine, per non parlare delle decine e decine di manifestazioni effettuate sotto il segno del Centenario del terremoto della Marsica, avvenuto nel 1915. Un’offerta alta e variegata, quindi; chiaramente – continua l’assessore – tutto ciò a fronte di risorse ‘difettose’, che i Comuni cercano nel migliore dei modi di far fruttare. Ci troviamo a dover combattere, di fatti, con un budget destinato al settore Cultura e Sociale sempre più assottigliato, anno dopo anno: donare alla cittadinanza un calendario estivo come il nostro è stato un forte segno di sensibilità, coerenza e sana amministrazione del denaro pubblico, ma, a mio avviso, si deve comunque fare di più». Parola chiave: sinergia.

In questa opera di ‘ingrandimento culturale’ della città, ruolo fondamentale giocano, a detta dello stesso assessore, «le associazioni del territorio, le quali devono contribuire non solo criticamente ma anche in maniera ideativa alla realizzazione di una proposta creativa di valore. E’ importante dotare la città di un vero apparato culturale. Ovviamente, cito per dovere di cronaca le stagioni ricchissime del Teatro Comunale di Avezzano, fra le più seguite in Abruzzo; la città mira ad acquisire un posto di lusso nel panorama di lustro della Cultura. Il bilancio finale è: un’offerta base di qualità sicuramente da migliorare».

Stoccata finale alle perle culturali di una volta che, forse, presto o tardi, ritorneranno ad appartenere ad Avezzano. Questa la promessa dell’assessore Amatilli: «Miro a far rimpatriare a casa la ‘Settimana marsicana’ e il ‘Premio Avezzano’; stiamo lavorando – dice – per ridonare vivacità all’Aia dei Musei e alla nostra biblioteca comunale, frequentatissima già così da ragazzi e studenti di tutte le età. Avezzano, in un futuro prossimo, potrebbe divenire davvero una macchina da guerra culturale, con tanti fiori sbocciati nelle bocche di altrettanti cannoni pronti a conquistare lo share del pubblico abruzzese».

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